La scena dopo i titoli di coda di "Whistle" non è un semplice colpo di coda: è una dichiarazione d’intenti.
Dopo aver raccontato una storia di sopravvivenza, maledizioni e morte annunciata, il film diretto da Corin Hardy alza improvvisamente la posta e apre le porte a un possibile sequel molto più ambizioso.
Un finale che ribalta la sensazione di sicurezza conquistata dai protagonisti e suggerisce che il vero incubo, forse, deve ancora cominciare. Ecco come finisce il film e - soprattutto - cosa significa la scena post-credits spiegata direttamente dallo stesso regista.
Nel finale del film, Chrys Willet (interpretata da Dafne Keen) ed Ellie (Sophie Nélisse) sono le uniche a sopravvivere alla maledizione del fischietto. Proprio come in "Final Destination", scoprono che l’unico modo per spezzare il ciclo è morire e tornare in vita.
Chrys viene annegata da Ellie e salvata all’ultimo secondo con la respirazione bocca a bocca, riuscendo così a ingannare la morte. La maledizione di Ellie, invece, viene trasferita a Noah quando lui le spara ed entra in contatto con il suo sangue. Una soluzione estrema, che funziona solo per un soffio e lascia addosso alle protagoniste il peso di ciò che hanno fatto.
Il film sembra chiudersi con una nota quasi positiva: Chrys ed Ellie sopravvivono e iniziano una relazione romantica. Ma la scoperta finale del fischietto nell’armadietto di Asha ribalta completamente il tono.
Sebbene Chrys ed Ellie siano riuscite a sopravvivere al suono terrificante del fischietto azteco, la scena post-credits dimostra che la minaccia non è affatto finita. Al contrario, la maledizione sembra pronta a colpire molte più persone rispetto a quanto visto nel corso del film.
Nella sequenza finale, Asha entra in scena in modo apparentemente innocuo. Si trova in un auditorium pieno di studenti, pronta a eseguire l’inno della scuola con il suo violino.
Ma invece di iniziare a suonare, tira fuori il fischietto della morte e soffia dentro. Tra il pubblico, Chrys ed Ellie assistono alla scena senza riuscire a fermarla, mentre il film si interrompe lasciando intendere che un’intera folla è ora potenzialmente condannata.
È un momento breve ma potentissimo, pensato per destabilizzare lo spettatore e ampliare drasticamente la portata della storia.
Intervistato da ScreenRant in vista dell’uscita del film, Corin Hardy non nasconde il suo entusiasmo per la scena post-credits. Il regista ammette apertamente che l’idea nasce come una provocazione narrativa: "Era troppo bello per non stuzzicare".
Secondo Hardy, il destino degli studenti nell’auditorium resta volutamente ambiguo. Che siano davvero tutti in pericolo "dipende da cosa ne pensate", ma se si conosce la mitologia del film, il sottotesto è chiaro: ognuno di loro potrebbe essere perseguitato dalla propria morte futura.
Il regista rivela anche un dettaglio interessante: la scena era inizialmente ambientata nella mensa della scuola, ma lui ha deciso di cambiarla perché voleva coinvolgere "il maggior numero possibile di spettatori". L’auditorium pieno diventa così un simbolo visivo immediato di una minaccia su scala molto più ampia.
Hardy aggiunge:
Anche Sophie Nélisse guarda con entusiasmo all’idea di un sequel. Secondo l’attrice, Chrys ed Ellie hanno ora un vantaggio che prima non avevano: conoscono la maledizione e sanno come funziona. Questo significa che, teoricamente, potrebbero "salvare più persone".
Ma insieme a questa possibilità arriva anche una responsabilità enorme. Come osserva Hardy con ironia, in una scena tagliata Ellie prende due paia di tappi per le orecchie e li infila, quasi a suggerire che evitare il suono sarebbe la soluzione più semplice. Una battuta che alleggerisce il tono, ma che non cancella la gravità della situazione.
Se Whistle dovesse avere un seguito, le strade narrative sono molteplici:
Rispetto a franchise come "Final Destination" o "Smile", "Whistle" introduce una variazione importante: le protagoniste sopravvivono e imparano, aprendo la porta a un racconto meno fatalista e più strategico.
Come sottolinea lo stesso Hardy, tutto dipende dalla risposta del pubblico. "Whistle" è uscito in un numero limitato di sale e parte con incassi modesti, ma non disastrosi. Con una valutazione appena sopra il 60% su Rotten Tomatoes, il film ha bisogno di un forte passaparola per crescere, soprattutto in un periodo competitivo dominato da titoli come "Scream 7".
Che il sequel venga realizzato o meno, la scena post-credits lascia un messaggio chiaro: la storia di "Whistle" non è pensata per fermarsi qui.
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