A Viale Mazzini la neve olimpica non ha portato pace, ma valanghe di veleni. La telecronaca della cerimonia di Milano-Cortina, firmata dal direttore Paolo Petrecca in versione one man show, è diventata un caso nazionale con una redazione che da giorni mastica amaro come un caffè bruciato. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi lo ha richiamato all’ordine, Petrecca ha fatto un passo indietro rinunciando alla chiusura dei Giochi, ma per i giornalisti non basta.
Lo sciopero delle firme fino alla fine delle Olimpiadi è il segnale che la frattura è profonda. Solidarietà a pioggia dalle altre testate, telefonate incandescenti, chat interne trasformate in ring. A Via Severo si respira aria da ultimo giorno di scuola, ma con i bidelli armati di registro dei buoni e dei cattivi.
La parola d’ordine è “rinvio tattico”. Petrecca non verrà rimosso subito: prima bisogna attraversare indenni Sanremo, vero esame di maturità della tv pubblica. Poi partirà il pacchetto di nomine, un domino che coinvolgerà Tg2, Rai Parlamento ed altro ancora. Per la telecronaca finale delle Olimpiadi si giocano la maglia Marco Lollobrigida e Stefano Bizzotto: due stili opposti, stesso obiettivo, evitare altri autogol.
Il futuro del direttore contestato potrebbe essere Rai Offerta Estero, casella che si libererà con il possibile trasloco di Mariarita Grieco al Tg2. A Rai Sport il nome caldo resta Lollobrigida, gradito alla redazione. Intanto lo sport Rai perde pezzi: le ATP Finals finite a Mediaset bruciano più di una sconfitta ai rigori e a marzo ci sarà la madre di tutte le battaglie, i diritti dei Mondiali, con DAZN pronta a fare coppia fissa con il Biscione.
Al Tg2 la successione ad Antonio Preziosi – in viaggio verso Rai Vaticano – è una partita tutta azzurra. In corsa Mariarita Grieco e Alessandra Ferraro, volto ormai familiare del Tg2 Post. A Rai Parlamento sale Senio Bonini in quota Cinque Stelle, mentre nei piani bassi si combatte per vicedirezioni e settori chiave: Susanna Lemma verso RaiNews, Omar Reda possibile capo della politica al Tg2.
Sul fronte generi televisivi tutto dipende da Sanremo: Williams Di Liberatore si gioca il futuro del Prime Time come un concorrente all’ultima esibizione. Angelo Mellone potrebbe approdare a Rai Cinema o Rai Fiction, mentre per la distribuzione il dopo Imbriale vede favorito Donato Fratoianni con l’ombra del ritorno di Marcello Ciannamea. E intanto salutano pezzi di storia come Luverà e Giammaria.
E mentre ai piani alti si combatte, al Circolo Rai qualcuno pensa a cose più terrene: addio al campetto di calcetto quasi in pensione, largo al padel, sport nazionale dei corridoi televisivi. Due campi al posto di uno, vetri al posto delle reti, rovesci invece di schemi. Per ora è solo una ricognizione tra soci, ma l’idea piace: meno polemiche, più palline gialle.
In Rai il futuro è sempre un cantiere: nomine che slittano, diritti che volano via, sindacati che litigano e dirigenti in cerca di approdo. Una certezza però c’è: a Viale Mazzini non ci si annoia mai. E lo spettacolo, con o senza telecronaca, continua.
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