12 Feb, 2026 - 15:31

Bologna, 32enne perseguita e aggredisce la compagna: scatta il braccialetto elettronico

Bologna, 32enne perseguita e aggredisce la compagna: scatta il braccialetto elettronico

Perseguitava la compagna, rivolgendole offese e minacce. In un caso l'avrebbe anche aggredita, ferendola al volto e alla testa.

Dopo la denuncia della donna, ormai esasperata e spaventata, i Carabinieri della Stazione di Minerbio, in provincia di Bologna, hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un uomo di 32 anni. 

Stalking e violenze sulla compagna, la denuncia

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, sono partite dopo che la donna, stanca di mesi di abusi psicologici e fisici, si è rivolta alle forze dell'ordine.

Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe esercitato un dominio totale sulla partner attraverso minacce continue, offese verbali e umiliazioni ripetute.

L'avrebbe costretta a inginocchiarsi per chiedergli scusa durante le liti, pretendendo atteggiamenti di sottomissione da parte sua e proferendo frasi intimidatorie.

Le condotte persecutorie avrebbero generato nella vittima un grave stato di ansia e timore per la propria incolumità..

L’aggressione fisica

Come testimoniato dalla compagna, durante un litigio l’indagato l'avrebbe colpita alla testa con un telefono cellulare, provocandole un trauma cranio-facciale. Una lesione riscontrata anche dagli operatori del 118, intervenuti dopo l'aggressione.

Questo episodio di violenza fisica l'ha convinta a denunciarlo, mettendo fine agli abusi.

La misura cautelare

L'uomo è ora indagato per atti persecutori e lesioni personali aggravate contro la giovane. 

Il Gip ha disposto il divieto di avvicinamento con controllo elettronico a distanza, applicando il braccialetto per monitorare i suoi spostamenti e garantire la sicurezza della vittima.

Le nuove aggravanti

Il Gip ha contestato al 32enne anche l’aggravante prevista dalla recente Legge 2 dicembre 2025, n. 181, che aumenta la pena fino a due terzi se i reati vengono commessi come atto di controllo, dominio o prevaricazione nei confronti delle donne.

Questa aggravante viene contestata anche in quei casi in cui i reati siano collegati a un rifiuto della vittima di proseguire o instaurare un rapporto affettivo. 

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