La decima puntata di MasterChef 15, andata in onda giovedì 12 febbraio 2026, ha segnato l'ingresso ufficiale nella fase più calda e spietata della competizione. Tra il ritorno emozionante dell'ultima vincitrice Anna Zhang e le tecniche rivoluzionarie dello chef tristellato Ángel León, la serata è stata un susseguirsi di colpi di scena culinari.
Tuttavia, a dominare le conversazioni è stata l'uscita inaspettata di uno dei concorrenti più carismatici, che ha dovuto abbandonare il sogno del titolo proprio a un passo dalla Top 5, lasciando la Masterclass tra le lacrime.
L'appuntamento numero dieci del cooking show ha visto la classe ridursi drasticamente, portando i sette aspiranti chef rimasti faccia a faccia con i propri limiti.
A dover abbandonare per sempre la cucina di MasterChef è stato Matteo Lee (Lee Chock Yun), il ventisettenne di Bologna che per settimane si era distinto per la sua calma analitica e il profondo legame con le proprie radici cinesi.
Il suo percorso si è interrotto dopo uno scontro all'ultimo sangue nello Skill Test contro l'amico Niccolò, in un duello finale che ha visto protagonisti ingredienti estremi e di difficile gestione, come la pelle di murena e il fegato di rana pescatrice.
Matteo, bilingue e appassionato di investimenti online, ha pagato a caro prezzo una mancanza di incisività - la famosa "cazzimma" richiesta dai giudici - proprio nel momento più critico del programma.
Nonostante la dignità e la sportività mostrate nel duello finale, dove ha collaborato con il suo avversario per cucinare ad armi pari, il suo piatto a base di zostera è risultato troppo asciutto rispetto alla magistrale esecuzione del fegato di rana pescatrice proposta da Niccolò.
Al momento dell'addio, Matteo ha commosso Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli con parole piene di gratitudine: "Non sono abituato agli abbracci a casa, li ho scoperti qui". La sua uscita lascia un vuoto umano importante nel gruppo, confermando che a questo livello della gara la diagnosi dei giudici non ammette repliche: anche un singolo errore tecnico può trasformarsi nel capolinea di un sogno.
La puntata non è stata però solo sofferenza, ma anche una vera celebrazione della cucina d’autore. La serata è iniziata con una Mystery Box carica di nostalgia guidata da Anna Zhang, vincitrice della quattordicesima edizione.
Anna ha messo alla prova i concorrenti con i "sapori del cuore", un mix di ingredienti orientali e mediterranei come daikon, lemongrass e colatura di alici. A trionfare è stata Carlotta, che ha convinto i giudici con un involtino di pak-choi e tofu marinato, guadagnandosi l'immunità e la possibilità di guardare la prova successiva dall'alto della balconata, in totale sicurezza.
Il momento più iconico, destinato a restare nella storia del programma, è stato l'Invention Test a sei mani, organizzato per festeggiare le quindici edizioni di Masterchef Italia.
Per la prima volta, Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli hanno indossato le giubbe bianche per cucinare insieme un piatto simbolo: il piccione in tre cotture con tortellini ripieni di frattaglie. Una prova di altissima difficoltà tecnica che ha visto trionfare Matteo Rinaldi, soprannominato "Superman" per aver replicato il piatto senza l'aiuto dei giudici, superando lo svantaggio accumulato in precedenza.
La tensione è poi salita alle stelle con l'arrivo dell'ospite d'onore, lo chef spagnolo Ángel León. Il "genio del mare" ha introdotto i concorrenti al mondo della bioluminescenza marina e della tecnica del sale vivo, un metodo di cottura quasi magico che trasforma l'acqua salata in cristalli istantanei.
Proprio queste tecniche d'avanguardia hanno messo in crisi la stabilità di Matteo Lee, portandolo a quella serie di imprecisioni che gli sono costate il grembiule. Mentre compagni come Alessandro e Teo sono riusciti a "restare a galla", il "Dottore" è affondato negli abissi culinari di Cadice.
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