09 Mar, 2026 - 21:21

Von der Leyen invita l’UE a rivedere la politica estera: verso una linea "più realistica e orientata agli interessi"

Von der Leyen invita l’UE a rivedere la politica estera: verso una linea "più realistica e orientata agli interessi"

L’Unione europea deve adattare la propria politica estera ad un contesto internazionale sempre più instabile. È il messaggio lanciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha invitato l’Europa a rivedere il modo in cui prende decisioni e difende i propri interessi nel nuovo scenario geopolitico.

Von der Leyen: l’UE deve ripensare la politica estera in un mondo che cambia

Parlando il 9 marzo 2026 davanti agli ambasciatori dell’UE, Ursula von der Leyen ha affermato che l’Europa non può più limitarsi a difendere il sistema internazionale nato nel dopoguerra.

L’Unione, ha spiegato, continuerà a sostenere il sistema basato sulle regole, ma non può più fare affidamento esclusivamente su di questo per proteggere i propri interessi e garantire la sicurezza del continente.

Secondo la presidente della Commissione europea, il vecchio continente si trova oggi in un contesto globale caratterizzato da cambiamenti rapidi e da crescenti tensioni geopolitiche, che rendono necessario un approccio più pragmatico alla politica estera.

Il dibattito sul funzionamento della politica estera dell’UE

Nel suo intervento, Ursula von der Leyen ha invitato a riflettere sull’efficacia degli strumenti istituzionali con cui l’Unione europea affronta le sfide internazionali.

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Dobbiamo riflettere urgentemente se la nostra dottrina, le nostre istituzioni e il nostro processo decisionale – tutti concepiti in un mondo postbellico di stabilità e multilateralismo – abbiano tenuto il passo con la velocità del cambiamento che ci circonda. Se il sistema che abbiamo costruito – con tutti i suoi tentativi, benintenzionati, di consenso e compromesso – sia più un aiuto o un ostacolo alla nostra credibilità come attore geopolitico.

Le parole della presidente sottolineano la necessità di valutare se il modello decisionale dell’UE sia ancora adeguato a un contesto internazionale più competitivo e meno stabile rispetto al passato.

Il nodo dell’unanimità e le divisioni tra gli stati membri

Uno dei principali problemi riguarderebbe il sistema decisionale dell’Unione europea in materia di politica estera. Molte decisioni richiedono infatti l’unanimità dei 27 stati membri, un meccanismo che negli ultimi anni ha rallentato o bloccato diverse iniziative.

Un esempio recente è stato il veto posto dall’Ungheria al prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina, una decisione che ha evidenziato le difficoltà dell’UE nel prendere rapidamente decisioni su dossier geopolitici sensibili.

Secondo von der Leyen, l’Unione dovrebbe quindi valutare con maggiore lucidità il modo in cui conduce la propria politica estera e adattare il processo decisionale alle nuove realtà internazionali.

Le dichiarazioni della presidente della Commissione europea arrivano in un momento di forte tensione internazionale e di crescente pressione sull’Europa affinché assuma un ruolo più incisivo sulla scena globale. Il dibattito sul futuro della politica estera dell’UE e sul funzionamento delle sue istituzioni potrebbe quindi intensificarsi nei prossimi mesi, mentre l’Unione cerca di rafforzare la propria capacità di azione in un contesto geopolitico sempre più complesso.

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