Un incontro in un bar di New York. Tre persone, tre silenzi, una storia che sembra sospesa tra destino e coincidenze. "Past Lives" non è solo un film romantico: è un viaggio lungo 24 anni dentro ciò che poteva essere e non è stato.
Scritto e diretto da Celine Song al suo debutto dietro la macchina da presa, il film ha conquistato pubblico e critica grazie a una delicatezza rara e a una tensione emotiva che cresce scena dopo scena. Con Greta Lee, Teo Yoo e John Magaro, la pellicola racconta un amore che attraversa continenti, lingue e vite possibili.
Ma come finisce davvero "Past Lives"? E cosa significa quel finale che ha fatto piangere mezzo mondo? Ecco trama completa, spiegazione del finale e tutte le location in cui è stato girato.
La storia si apre nel 2023, in un bar clandestino di New York. Una coppia anonima osserva tre persone sedute insieme: Nora, suo marito Arthur e un uomo coreano, Hae Sung. I due sconosciuti cercano di indovinare la dinamica tra loro. Chi è l’ex? Chi è il marito? È un triangolo? La tensione è palpabile, ma ancora non sappiamo nulla.
Il film torna poi al 1999. A Seoul, Na Young e Hae Sung hanno dodici anni e sono compagni di scuola. Tra loro c’è un sentimento tenero, acerbo ma intenso. I genitori organizzano persino un incontro tra i due. Poi, improvvisamente, la famiglia di Na Young emigra in Canada. I contatti si interrompono. Na Young cambia nome: diventa Nora.
Salto al 2011. Hae Sung ha finito il servizio militare. Nora vive a New York e sogna di diventare scrittrice. Un giorno scopre su Facebook che Hae Sung sta cercando "Na Young", ignaro del suo nuovo nome. Si ritrovano grazie alle videochiamate. Parlano per ore, condividono ricordi e sogni. Ma la distanza è reale: Nora sta per partire per un ritiro di scrittura a Montauk, mentre Hae Sung si trasferisce in Cina per uno scambio linguistico.
Nora prende una decisione dolorosa: smettere di parlarsi, per concentrarsi sulla propria vita. Durante il ritiro incontra Arthur Zaturansky. Si innamorano. In una delle conversazioni più significative del film, discutono del concetto coreano di In-Yun (o inyeon), derivato dal buddismo: l’idea che le persone si incontrino perché legate da connessioni accumulate in migliaia di vite passate.
Nel frattempo, anche Hae Sung inizia una relazione.
Si torna al 2023. Nora e Arthur sono sposati e vivono a New York. Hae Sung, ormai single, decide di andare a trovarla. Arthur è consapevole della storia tra i due e confessa le sue insicurezze: teme di essere solo l’uomo "giusto al momento giusto", quello che Nora ha sposato anche per ottenere la green card. Ammette di sentirsi escluso quando lei parla coreano nel sonno: "Sogni in una lingua che non capisco".
Nonostante tutto, Nora gli assicura che lo ama.
La sera successiva, i tre escono insieme. Nora traduce tra i due uomini, ma a un certo punto parla solo in coreano con Hae Sung. Lui si chiede cosa sarebbero stati se lei non fosse mai partita. Un amore? Una coppia? Un destino diverso?
La tensione è tutta negli sguardi.
Dopo la serata, tornano all’appartamento di Nora e Arthur. Hae Sung li invita a visitarlo in Corea. Poi chiama un Uber.
Nora scende con lui per salutarlo. Camminano insieme, in silenzio. Si guardano a lungo, come se stessero cercando di trattenere qualcosa che sta scivolando via. Hae Sung dice che forse, in quel momento, stanno vivendo una "vita passata". Poi le chiede: "Cosa saremo nella prossima vita?".
"Non lo so" è tutto ciò che Nora risponde.
È la frase che chiude il cerchio del film. Non c’è certezza, non c’è promessa. Solo la consapevolezza che alcune connessioni esistono, ma non sono destinate a realizzarsi in questa vita.
Hae Sung entra nell’auto e se ne va. Nora resta immobile per qualche secondo, poi torna verso casa. Quando entra, scoppia a piangere tra le braccia di Arthur.
Quel pianto non è un rimpianto per una scelta sbagliata. È il lutto per una possibilità mai vissuta. Nora non sceglie Hae Sung. Sceglie Arthur, il presente, la realtà costruita giorno dopo giorno. Ma deve lasciar andare definitivamente ciò che poteva essere.
Il concetto di inyeon è la chiave di tutto: forse Nora e Hae Sung sono stati qualcosa in una vita precedente, forse lo saranno in un’altra. Ma in questa, il loro legame è destinato a restare incompiuto.
Arthur, spesso visto come il "terzo incomodo", diventa invece il vero punto fermo. È lui ad accogliere il dolore di Nora senza giudicarlo. È lui a restare.
Le riprese di "Past Lives" si sono svolte tra luglio e agosto 2021 a New York. La città non è solo uno sfondo, ma un personaggio vero e proprio.
Molte scene sono state girate sui traghetti cittadini e sotto il Manhattan Bridge, simboli di connessione e passaggio. Gli appartamenti di Nora e Hae Sung, dove avvengono le lunghe conversazioni su Skype nel 2011, sono stati ricostruiti ai Greenpoint Studios di Brooklyn. I set erano affiancati, permettendo di girare simultaneamente e rendere ancora più autentica la distanza tra i personaggi.
Successivamente, la produzione si è spostata a Seoul tra fine ottobre e inizio novembre 2021, per le scene ambientate in Corea del Sud. Il contrasto visivo tra la frenesia di New York e i ricordi d’infanzia a Seoul rafforza il tema centrale del film: due mondi, due vite, una sola scelta.
"Past Lives" è un film che non urla, ma sussurra. Non offre colpi di scena clamorosi, ma emozioni che restano addosso. E quel finale, sospeso tra destino e libertà, è una delle dichiarazioni d’amore più malinconiche e mature del cinema recente.
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