13 Feb, 2026 - 13:20

Bimba morta a Bordighera, c'è un secondo indagato: la madre resta in carcere

Bimba morta a Bordighera, c'è un secondo indagato: la madre resta in carcere

C'è un secondo indagato nella terribile vicenda della bimba morta ad appena due anni nella sua casa a Bordighera. Mentre proseguono le indagini per fare luce sull'accaduto, la Procura di Imperia ha iscritto nel registro degli indagati il compagno di Manuela A., madre 43enne della piccola Beatrice.

Intanto ieri, giovedì 12 febbraio, il gip Massimiliano Botti, pur non convalidando l'arresto della donna in flagranza, ha disposto il carcere per pericolo di inquinamento delle prove.

Bimba morta a Bordighera, indagato il compagno della mamma

L'uomo, un 42enne originario di Perinaldo, sarebbe accusato di omicidio preterintenzionale, lo stesso reato imputato alla donna, detenuta da lunedì sera.

Durante l'interrogatorio di convalida, la 43enne ha infatti dichiarato di aver trascorso la notte precedente alla morte della bambina nell’abitazione del compagno.

Dopo la villetta in cui viveva Manuela A. con le tre figlie, è stata posta sotto sequestro anche la casa dell’uomo.

L'interrogatorio di convalida

La 43enne, su decisione del giudice, rimane nel carcere di Genova Pontedecimo: ha partecipato all'interrogatorio da remoto, assistita dagli avvocati Bruno Di Giovanni e Manuela Corbetta. 

L'indagata ha risposto alle domande del giudice, ribadendo di non avere mai picchiato nessuna delle sue figlie, aggiungendo che sono le ragioni della sua vita. 

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Posso stare in carcere anche 40 anni, ma prima o poi la verità verrà fuori

ha dichiarato.

Una tesi che però non ha convinto la pm Veronica Meglio, la quale, basandosi sulla perizia del medico legale Andrea Leoncini, ipotizza che la madre abbia colpito la piccola Beatrice con un corpo contundente. 

Secondo il perito, le lesioni trovate sul corpicino non sarebbero compatibili con una caduta dalle scale, la versione che continua a sostenere per il tragico decesso della figlia minore.

Fissata l'autopsia

L'autopsia sarà eseguita lunedì 16 febbraio: la difesa ha già incaricato un consulente e sta preparando il ricorso al tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione della donna. 

Il legale di Manuela A., l'avvocato Bruno Di Giovanni, ha evidenziato che l'esame autoptico sarà rilevante perché è necessario capire "quali sono le cause della morte, qual è il significato delle lesioni e se vi sia un nesso tra le lesioni e la morte".

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Potrebbe esserci, come aveva chiesto il pm in via subordinata, un abbandono di incapaci seguito dalla morte, che però pretende non vi siano lesioni o percosse. Potrebbe essere anche un atteggiamento colposo di negligenza nell'assistenza alle figlie

ha poi aggiunto.

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