Sangue, fango e un verdetto che ha cambiato tutto. Il quinto episodio di "A Knight Of The Seven Kingdoms", intitolato "In the Name of the Mother", ha mantenuto la promessa fatta la settimana precedente e ha portato sullo schermo il primo Torneo dei Sette in un secolo.
La mischia è stata brutale, viscerale, senza esclusione di colpi. E sì, le conseguenze sono state devastanti.
La serie, ispirata ai racconti di George R. R. Martin, ha mostrato Ser Duncan l’Alto affrontare non solo il principe Aerion Targaryen ma l’intero peso della corona. In mezzo a mazze, lance e armature schiacciate, la giustizia degli dei ha chiesto un prezzo altissimo. E durante il Torneo dei Sette non tutti sono usciti vivi.
Ecco chi ha già lasciato le penne nell'arena di "A Knight Of The Seven Kingdoms".
Tutto comincia quando Ser Duncan l’Alto, interpretato da Peter Claffey, colpisce il principe Aerion per difendere Tanselle, un gesto d’onore che scatena l’ira della corona. Aerion, portato sullo schermo da Finn Bennett, chiede immediatamente riparazione, ma Duncan risponde invocando un duello.
Il principe, astuto e arrogante, alza però la posta: vuole un Torneo dei Sette, un’antica tradizione cavalleresca in cui sette cavalieri affrontano altri sette, e la vittoria decide l’innocenza o la colpa. Se un cavaliere non riesce a radunare sei compagni, il verdetto sembra già deciso dagli dei.
Duncan raduna così i suoi combattenti: Lyonel Baratheon, Raymun Fossoway, Humfrey Beesbury, Humfrey Hardyng, Robyn Rhysling e, con grande sorpresa di tutti, il principe Baelor Targaryen.
Dall’altra parte, Aerion schiera i suoi migliori: il fratello Daeron, il padre Maekar, Steffon Fossoway e tre membri fidati della Guardia Reale, Willem Wylde, Donnel di Duskendale e Roland Crakehall.
Il palco del torneo è pronto, e il destino dei cavalieri e di Dunk si gioca in ogni colpo, in ogni caduta e in ogni scelta strategica.
La battaglia è una carneficina.
Tra colpi di mazza e cavalli abbattuti, Duncan combatte con coraggio, sfidando Aerion e i suoi cavalieri. Il fango e il sangue si mescolano a ogni caduta e ogni urlo riecheggia nel campo di Ashford. Le armi si incrociano senza tregua, e ogni cavaliere deve fare i conti con la propria forza, l’astuzia e l’onore.
Duncan subisce un colpo in faccia che lo manda in confusione, e mentre cerca di rialzarsi affronta i ricordi e le paure che lo hanno tormentato fin dall’infanzia. Tra i momenti più drammatici, Dunk riesce a costringere Aerion a ritirare la sua accusa, ma la vittoria ha un prezzo altissimo.
Il principe Baelor Targaryen, vestito con elmo e armatura, si avvicina per incoraggiarlo. Ma quando Steely Pate toglie l’armatura, si vede la terribile verità: la mazza di Maekar, fratello di Aerion, gli ha fracassato il cranio.
Altri cavalieri cadono durante il torneo, ma riescono a vendicarsi di Aerion: Beesbury per il torto subito dal cognato, Hardyng per la gamba spezzata subita in passato. Ogni morte sottolinea la crudeltà e la gloria del torneo: nessuna vittoria arriva senza dolore, nessun cavaliere esce indenne.
Duncan, ferito e con il corpo segnato dalle battaglie, viene aiutato a lasciare il campo dai compagni superstiti. Il silenzio cala sul terreno insanguinato, mentre il pubblico e gli altri cavalieri comprendono l’epicità e il prezzo. Le lacrime si mescolano al fango, e l’onore vince sul dolore, ma a un costo che pesa su tutti.
Il Torneo dei Sette non risparmia nessuno.
A cadere per primo è Humfrey Hardyng, travolto nella mischia mentre combatte con ostinazione nonostante le ferite. Subito dopo è Humfrey Beesbury a trovare la morte, colpito duramente dopo aver affrontato con furia gli uomini di Aerion.
La perdita più devastante, però, è quella del principe Baelor Targaryen. Combatte con onore al fianco di Duncan, tiene testa agli avversari e sembra reggere l’urto dello scontro.
Ma nella confusione della battaglia riceve un colpo tremendo alla testa - sferrato involontariamente da Maekar - che gli fracassa il cranio sotto l’elmo. Quando l’armatura viene rimossa, la ferita è evidente. Baelor crolla davanti a tutti e muore poco dopo, trasformando la vittoria di Duncan in una tragedia dinastica.
Gli altri sopravvivono, ma nessuno esce indenne. Lyonel Baratheon resta in piedi fino alla fine, Raymun Fossoway combatte con determinazione, Robyn Rhysling regge l’urto della mischia. Anche tra gli avversari ci sono feriti e sconfitti, ma è la morte di Baelor a cambiare davvero gli equilibri del regno.
Il Torneo dei Sette non è solo un conflitto spettacolare: è una metafora della vita cavalleresca, dell’onore e del sacrificio.
Dunk e i suoi cavalieri combattono per difendere ciò che è giusto, affrontando non solo i nemici ma anche i propri limiti. La serie mostra che ogni vittoria comporta una perdita, e che il destino è spesso deciso dagli dei più che dagli uomini.
La drammaticità del torneo è accentuata dai dettagli: fango, ferite, cavalli caduti, ma anche gesti di eroismo e momenti di sacrificio. La sequenza finale lascia il pubblico con una sensazione di meraviglia e dolore insieme, sottolineando quanto il coraggio di pochi possa cambiare il corso della storia.
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