Il professor Alessandro Orsini difende Francesca Albanese. Il docente della Luiss, pur di mettere al riparo la relatrice Onu sui territori palestinesi dalle ultime polemiche, arriva a sostenere sul Fatto Quotidiano che non c'è scritto da nessuna parte che il suo ruolo richiede equidistanza tra le parti in conflitto:
Allora, perché, se così stanno le cose, Francesca Albanese è crocifissa dalla stampa mainstream italiana?
Orsini ha una risposta ben precisa a questa domanda: perché in Italia c'è un'informazione inquinata, funzionale al "satellitismo" (lo chiama proprio così) del nostro Paese nei confronti degli Stati Uniti.
Il punto, per il professor Orsini, è questo: in Italia, l'informazione mainstream attacca Francesca Albanese accusandola di essere antisemita perché il nostro non è un Paese libero e indipendente. Il contrario: deve dare conto agli Stati Uniti d'America. Non può mettersi contro Washington.
ha scritto il sociologo più amato da Marco Travaglio.
Come dire: altro che sovranisti! Anche l'attuale governo è legato mani e piedi al Campidoglio d'Oltreoceano:
Secondo Orsini, quindi, è stato questo sistema dell'informazione "stra-corrotto" a deformare l'immagine di Francesca Albanese:
E insomma: per Orsini, Francesca Albanese deve fare, per statuto dell'Onu, gli interessi dei palestinesi. Non rapportare sulla situazione dei territori in modo che le Nazioni Unite possano contribuire a uscire dal tunnel della guerra.
Questa tesi, annuncia Orsini, è ben sostenuta nel suo libro che uscirà il prossimo 3 marzo, "La manipolazione dell'opinione pubblica nelle democrazie occidentali" edito da PaperFirst:
Il caso Albanese è quindi, per il professore della Luiss, un caso di scuola:
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