In “Kingsman: Secret Service” salta all'occhio la presenza di Mark Hamill, perché è fulminea, sanguinosa e sorprendentemente comica. Il film è uscito più di dieci anni fa (correva l'anno 2014) e ancora oggi molti spettatori si chiedono che senso abbia davvero quel cameo.
La comparsa è una strizzata d’occhio al mito di Luke Skywalker e un tassello non trascurabile se si vuole capire il tono della saga e il modo in cui il film ha deciso di adattare il materiale di partenza (quello del fumetto).
Nel film “Kingsman: Secret Service” Mark Hamill interpreta James Arnold, professore di fisica all’Imperial College di Londra, coinvolto suo malgrado nel piano del villain Richmond Valentine.
All’inizio della storia Lancelot rintraccia Arnold in uno chalet di montagna in Argentina, dove lo scienziato è tenuto prigioniero da Valentine e dai suoi uomini. Il tentativo di salvataggio fallisce e, in seguito, Valentine convince il professore ad “aiutare a salvare il pianeta”, inserendogli un microchip nel collo e rimettendolo apparentemente in libertà.
Quando Harry Hart prova a interrogarlo, il chip esplode a distanza e la testa di Arnold deflagra in una nube colorata. Una scena grottesca, questa, ma perfettamente in linea con la poetica esagerata del film.
Ecco la scena:
La morte di James Arnold rappresenta il primo vero indizio che permette ai Kingsman di risalire al piano mondiale di Valentine. Tracciando il segnale del microchip nel collo del professore, l’agenzia comprende che esiste una rete mondiale di “segnalatori” impiantati in persone chiave, legata al progetto di sterminio selettivo del villain.
La modalità della sua uccisione ci fa capire già qualcosa sul gran finale del film, in cui le teste degli alleati di Valentine esplodono in modo simile. In più, Hamill recita un controtipo: non è l’eroe coraggioso. Sullo schermo vediamo un uomo codardo e terrorizzato. Questo offre sicuramente un effetto ancora più ironico al cameo.
Nel fumetto da cui è tratto il film, invece, il personaggio da salvare non è un professore, ma proprio il vero Mark Hamill, rapito in quanto celebrità. Un membro dei Kingsman lo raggiunge in un rifugio di montagna e cerca di portarlo via fuggendo in stile Bond. L’operazione però finisce malissimo: durante il salto con il paracadute, Hamill e il suo salvatore si schiantano contro una montagna e muoiono, chiudendo il pre-titolo con un twist comico sì, ma sicuramente brutale.
Lo stesso Hamill ha raccontato che l’idea di essere rapito e poi ucciso in una sequenza del genere lo aveva colpito per il suo umorismo nero. In questo passaggio dal fumetto al film, il gioco resta lo stesso: Mark Hamill diventa un simbolo, usato per stabilire che, in questo mondo, nessuno è davvero al sicuro e anche il fan service “può esplodere” in mille colori.
Il film andrà in onda in prima serata il 18 febbraio 2026 su Italia Uno.
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