18 Feb, 2026 - 13:20

"Rosso Volante": di cosa parla il film con Giorgio Pasotti e cosa sappiamo?

"Rosso Volante": di cosa parla il film con Giorgio Pasotti e cosa sappiamo?

Ci sono storie che nello sport diventano leggenda non per una vittoria, ma per una rinuncia.

"Rosso Volante" nasce esattamente da qui: da un gesto che vale più di un oro olimpico e da un uomo che ha scelto la lealtà prima della gloria. Il film tv evento con Giorgio Pasotti porta su Rai 1 una pagina memorabile dello sport italiano e la trasforma in racconto emotivo, popolare, profondamente umano.

Non solo bob e medaglie, ma dubbi, sacrifici e riscatto. Una di quelle storie che, una volta iniziate, ti tengono incollato fino all’ultimo fotogramma. Ecco cosa sapere sulla nuova fiction Rai. 

La trama di "Rosso Volante"

Il cuore di "Rosso Volante" batte alle Olimpiadi invernali di Innsbruck del 1964. Eugenio Monti ha 36 anni, una carriera già leggendaria alle spalle e un sogno che ancora manca all’appello: l’oro olimpico. È il favorito, l’uomo da battere. Ma proprio nel momento decisivo accade l’imprevisto. Il bob dell’inglese Tony Nash ha un guasto: manca un bullone fondamentale. Senza quel pezzo, la gara è compromessa.

Monti osserva la scena, capisce tutto in pochi secondi e compie la scelta che lo renderà immortale: prende un bullone dal suo bob e lo consegna agli avversari. Nash e il suo equipaggio scendono in pista, vincono l’oro. L’Italia deve accontentarsi del bronzo. Ma quel gesto di fair play entra immediatamente nella storia dello sport mondiale.

Il racconto prosegue oltre Innsbruck. Monti riceve dal Comitato Olimpico Internazionale il Trofeo Pierre de Coubertin, la massima onorificenza per la lealtà sportiva. È un riconoscimento enorme, ma non cancella la frustrazione di un atleta che sente di non aver chiuso il cerchio. Nei quattro anni successivi, il film segue il suo percorso umano e sportivo, tra cadute, infortuni e una pressione crescente.

La storia arriva così alle Olimpiadi di Grenoble del 1968. Qui Monti torna in pista con un obiettivo chiaro: dimostrare che quel gesto non lo ha definito come un perdente, ma come un campione completo. Il risultato è un riscatto potente e definitivo: due medaglie d’oro che chiudono la carriera nel modo più alto possibile.

"Rosso Volante" racconta tutto questo con uno sguardo che evita la retorica. Il tema centrale non è solo la vittoria, ma il prezzo delle scelte. Il film mette in scena il paradosso di uno sportivo che ha perso un oro per guadagnare un posto nella storia. E lo fa mostrando come anche la gloria più pura abbia un lato oscuro, fatto di rimpianti e solitudine.

Cast, regia e messa in scena del film Rai

Diretto da Alessandro Angelini, Rosso Volante è una produzione Rai Fiction realizzata insieme a Wonder Film e Wonder Project. La sceneggiatura è ispirata al libro "Rosso ghiaccio: Eugenio Monti", dietro la leggenda di Stefano Rotta e punta a un equilibrio delicato tra racconto sportivo e introspezione.

Pasotti interpreta Monti scegliendo una recitazione misurata, fatta di sguardi e silenzi più che di proclami. Accanto a lui c’è un cast solido: Andrea Pennacchi presta il volto a Gianni Brera, narratore e coscienza critica del film; Denise Tantucci interpreta Linda Lee; Maurizio Donadoni è Podar; Stefano Scandaletti veste i panni di Sergio Siorpaes.

La regia alterna due registri. Le scene di gara sono girate con uno stile dinamico e immersivo, quasi documentaristico, per restituire la tensione della pista. Nella vita privata, invece, i tempi si allungano e i paesaggi dolomitici diventano lo sfondo di un conflitto interiore. L’uso delle immagini d’archivio si integra con la ricostruzione senza creare stacchi evidenti, rafforzando il senso di autenticità.

Perché "Rosso Volante" parla ancora al presente

"Rosso Volante" andrà in onda lunedì 23 febbraio 2026 in prima serata su Rai 1 ed è inserito nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con il sostegno del Ministero della Cultura e del PR Veneto FESR 2021–2027. Ma al di là del contesto istituzionale, il film arriva in un momento in cui lo sport è spesso dominato da polemiche e ossessione per il risultato.

La storia di Eugenio Monti ricorda che esiste un’altra idea di competizione, in cui vincere non è l’unico parametro di valore. È questo il messaggio più potente del film: l’idea che perdere possa essere, a volte, un atto di grandezza. Ed è forse per questo che, a distanza di decenni, il Rosso Volante continua a correre, non solo sulla pista, ma anche nella

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