20 Feb, 2026 - 14:17

Daniel Radcliffe svela l’idea folle di un remake del Mago di Oz con il trio di Harry Potter

Daniel Radcliffe svela l’idea folle di un remake del Mago di Oz con il trio di Harry Potter

Un'idea così assurda che, per i tempi in cui è uscito “Harry Potter”, non può che essere vera. Daniel Radcliffe ha raccontato di quando gli hanno chiesto di recitare in un remake de “Il Mago di Oz” con il “golden trio” del film che lo ha reso famoso: quindi con Emma Watson e Rupert Grint.

Lui avrebbe dovuto interpretare il Leone Codardo, famoso nella storia originale, ma in versione maestro di karate. Un progetto talmente folle che l’attore oggi lo definisce senza mezzi termini “una delle peggiori idee che abbia mai sentito” e che, per sua fortuna, non è mai arrivato in produzione.

Daniel Radcliffe nel remake de “Il Mago di Oz”? Emma Watson come Dorothy

Daniel Radcliffe ha partecipato al talk culinario “Hot Ones” e ha ricordato, tra una chiacchiera e l'altra, questo bizzarro pitch ricevuto quando lui, Watson e Grint erano nel pieno successo della saga di “Harry Potter”. L’idea prevedeva Emma Watson nel ruolo di Dorothy, mentre a lui sarebbe toccato interpretare il Leone Codardo… ma in versione esperto di karate, pronto a sferrare calci lungo il sentiero dorato!

L’attore non ricorda con precisione quale ruolo fosse stato pensato per Rupert Grint, ma è sicuro che si trattasse di qualcosa di altrettanto strampalato.

Radcliffe ha spiegato di essere stato solo un giovane attore, di aver avuto circa 14 o 15 anni all’epoca, ma di aver comunque capito immediatamente che non era il caso di accettare:

virgolette
“Non so molto del mondo, ma questa è una pessima idea e non dovrebbe essere realizzata”,

ha pensato, ha ricordato ridendo.

Di seguito l'intervista integrale:

Perché il remake de “Il Mago di Oz” non aveva senso

Il progetto puntava a sfruttare la popolarità planetaria del trio di Hogwarts, protagonisti di una saga cinematografica campionessa d’incassi. Si cercava solo di raschiare il fondo del barile, tentare la sorte con qualcosa di assurdo che rimettesse tutti e tre i giovani attori al centro dell'attenzione.
L'operazione proposta era mero esercizio di marketing. Non c'era nulla che effettivamente facesse pensare a un omaggio al classico del 1939 con Judy Garland.

“Il Mago di Oz” è stato già rivisitato più volte, dal prequel “Oz the Great and Powerful” fino al successo dei film di “Wicked”, ma nessuna di queste versioni ha stravolto così radicalmente il tono dei personaggi principali, fino a ridicolizzarli.

Immaginare il Leone Codardo come un combattente di arti marziali, ha suggerito Radcliffe, avrebbe snaturato il cuore stesso del personaggio, nato per rappresentare la fragilità travestita da grande re della foresta. Il risultato sarebbe stato un’operazione kitsch, sarebbe sembrata una parodia.

Il rapporto del trio con il proprio passato

Oggi Radcliffe, Watson e Grint restano legati da un rapporto di affetto e complicità, ma guardano con distacco ai progetti che tentano di “riciclarli” come trio magico fuori da Hogwarts. Sono consapevoli del fatto che ora c'è una nuova generazione di attori entusiasta che si prepara a reinterpretare Harry, Hermione e Ron nella serie targata HBO; i tre originali hanno ribadito di non voler diventare “spettri” che incombono sulla vita dei nuovi protagonisti e che sono ben felici del passaggio di testimone.
Certo, il mancato remake de “Il Mago di Oz”, con il suo Leone karateka e Dorothy versione Hermione, resta un curioso “what if” di Hollywood.

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