Il palcoscenico del Teatro Ariston si prepara ad accendere le luci sulla 76esima edizione del Festival di Sanremo, e tra i trenta nomi in gara uno in particolare sta attirando l'attenzione di esperti e scommettitori: Serena Brancale.
La poliedrica artista barese, che fonde con maestria jazz, pop e dialetto, non è solo una partecipante, ma la candidata numero uno alla vittoria finale secondo le ipotesi più recenti.

Con l'avvicinarsi della prima serata di martedì 24 febbraio, le quote pubblicate dalle principali agenzie di scommesse delineano un quadro sorprendentemente a suo favore. Serena Brancale ha letteralmente staccato la concorrenza, posizionandosi come la superfavorita con una probabilità di vittoria che sfiora il 29 per cento.
Si tratta di un exploit notevole se si considera il calibro degli sfidanti: alle sue spalle si piazzano nomi dal fortissimo impatto mediatico come la coppia formata da Fedez e Marco Masini, e veterani delle classifiche come Tommaso Paradiso.
A spingere la Brancale verso il gradino più alto del podio è un mix di fattori tecnici ed emotivi. La critica musicale, dopo aver analizzato i testi, ha individuato nel suo brano una profondità rara, tanto da collocarla in pole position anche per il prestigioso Premio al Miglior Testo, dove contende il primato a Ermal Meta.
Per i bookmaker, la vittoria di Serena rappresenterebbe anche il trionfo della Puglia, regione che quest'anno appare in pole position nel "medagliere" geografico del Festival.
La sua capacità di mescolare l'attitudine urbana con le radici mediterranee sembra essere la chiave perfetta per convincere sia la giuria della sala stampa che il televoto, trasformando quella che un tempo era una nicchia di appassionati in un consenso popolare trasversale.

Oltre ai numeri e alle statistiche, c'è un elemento umano profondo che rende la partecipazione di Serena Brancale a Sanremo 2026 un evento unico.
Al centro del suo progetto artistico e della sua motivazione c'è il ricordo della madre, scomparsa improvvisamente nell'ottobre del 2020. Fu proprio lei, di origini venezuelane e appassionata di musica latinoamericana, a trasmetterle l'amore per il canto e a guidarla nei primi passi nel mondo dell'arte.
La perdita, per quanto dolorosa, è diventata per Serena un punto di svolta: "Mi ha fortificato tantissimo, sono diventata molto più a fuoco e responsabile", ha confessato l'artista, sottolineando come oggi si senta letteralmente "la voce" di sua madre sul palco.
Questo legame indissolubile si riflette anche nella scelta dei collaboratori. Ad accompagnarla nella sua avventura sanremese c'è infatti la sorella Nicole, docente di pianoforte, che ricopre il ruolo di direttrice d'orchestra.
Vedere le due sorelle unite sotto i riflettori dell'Ariston aggiunge un pieno di autenticità e commozione che il pubblico del Festival ha sempre dimostrato di apprezzare. Supportata anche dal padre Agostino - suo primo fan e consulente per le sfumature più veraci del dialetto barese -, Serena arriva a Sanremo con una maturità che le permette di vivere la competizione non come una gara di velocità, ma come una missione.
Per lei, cantare a Sanremo è il modo più alto per onorare una promessa fatta anni fa: restare forte e portare quella "luce" familiare davanti a milioni di spettatori.
E nel frattempo Serena Brancale si aggiudica il prestigioso Premio Lunezia per Sanremo 2026 grazie al brano "Qui con me". La Commissione, guidata dal Patron Stefano De Martino, ha scelto l'artista barese premiando il valore letterario e il pathos del testo, che esplora il profondo legame tra madre e figlia.
L'opera è stata definita un esempio d'eccellenza per armonia di scrittura e potenziale musical-letterario. La 31esima edizione della rassegna sosterrà l'Istituto Giannina Gaslini di Genova attraverso progetti di musicoterapia.
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