Tensione alle stelle in Commissione Covid, dove giovedì è andato in scena un acceso botta e risposta tra la deputata di Fratelli d'Italia, Alice Buonguerrieri e il deputato del Movimento 5 Stelle, Alfonso Colucci.
Teatro dello scontro l'audizione del procuratore generale della Corte dei Conti Pio Silvestri, convocato nell'ambito del filone sugli acquisti e le spese sostenute dal Governo Conte 2 e successivamente da quello di Mario Draghi, negli anni dell'emergenza pandemica.
Il confronto è rapidamente degenerato in un durissimo scambio di accuse poi continuato anche successivamente a audizione conclusa.
L'audizione in Commissione Covid del Procuratore Generale della Corte dei Conti si è svolta in un clima già di per sé teso.
La tensione, tuttavia, è salita pericolosamente quando a prendere la parola è stata la deputata di Fratelli d'Italia, Alice Buonguerrieri, per il suo giro di domande.
Domande che non sono piaciute al deputato M5S e dalle quali è scaturito lo scontro. I due deputati hanno cominciato a battibeccare e hanno continuato anche mentre a fare le domande erano gli altri commissari.
La situazione, poi, è definitivamente degenerata quando Buonguerrieri ha segnalato al presidente della Commissione, Marco Lisei, che Colucci l’avrebbe minacciata di portarla in tribunale.
Ha denunciato Buonguerrieri.
Il battibecco è durato per alcuni minuti, fino a quando il presidente Lisei è riuscito a riportare la situazione alla calma.
Lo scontro, tuttavia, è continuato anche successivamente, con un botta e risposta a distanza tra i due gruppi parlamentari.
A commissione conclusa, sulla vicenda è interventi il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Lucio Malan che ha espresso piena solidarietà a Buonguerrieri, affermando:
Ha detto Malan che poi ha continuato:
Colucci, replicando alle accuse, ha sottolineato il flop dell’audizione per FdI:
Ha spiegato Colucci che poi ha aggiunto:
Lo scontro in commissione Covid, dunque, non sembra destinato a placarsi: le tensioni tra Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle evidenziano quanto il tema della gestione della pandemia continui a essere divisivo e strategicamente strumentalizzato dai partiti.
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