A quasi 18 anni dall'omicidio di Tatiana Tulissi, avvenuto a Manzano, in provincia di Udine, nel novembre 2008, la Corte di Cassazione ha messo un punto definitivo al procedimento che ha visto imputato il compagno della donna, Paolo Calligaris, per anni, lasciando il caso senza un colpevole certo: l'uomo è stato assolto per "non aver commesso il fatto", dopo essersi sempre proclamato innocente.
Tatiana Tulissi aveva 37 anni quando, l'11 novembre 2008, fu trovata senza vita dall'allora compagno, Paolo Calligaris, all'ingresso della villa in cui vivevano a Manzano, nell'Udinese. Secondo quanto ricostruito successivamente, era stata colpita alla testa con un oggetto contundente e poi raggiunta da tre colpi di pistola calibro 38 alle spalle, mentre si recava a prendere della legna da ardere in giardino.
Le indagini si dimostrarono subito complesse. Calligaris - finito nel mirino degli inquirenti insieme al figlio Giacomo - fu sottoposto al test dello Stub, che risultò negativo. Elemento che, insieme ad altri, portò all'archiviazione della sua posizione. Così come a quella del minore da parte del Tribunale competente. Nel 2018, a seguito di nuove indagini, la Procura ha poi chiesto il rinvio a giudizio dell'uomo per omicidio volontario.
Il processo a suo carico è stato un processo indiziario. Soprattutto, un processo molto lungo, iniziato nel 2019 con una condanna a 19 anni di reclusione da parte del giudice per l'udienza preliminare di Udine.
Nel 2021, la Corte d'Assise d'Appello di Trieste lo assolse con formula piena; decisione annullata l'anno successivo dalla Cassazione, che dispose un nuovo giudizio d'Appello. Il procedimento fu riassegnato quindi alla Corte d'Appello di Venezia.
Nel 2023 arrivò una nuova condanna, seguita da un ulteriore passaggio in Cassazione, con annullamento e rinvio. Nel marzo 2025, la Corte d'Assise d'Appello di Venezia condannò ancora una volta Calligaris a 16 anni di reclusione.
Ma la difesa ha presentato un nuovo ricorso in Cassazione. L'ultimo atto è stato quello definitivo: gli ermellini hanno annullato senza rinvio la condanna, assolvendo l'imputato per "non aver commesso il fatto", chiudendo così il procedimento.
Paolo Calligaris, all'epoca dei fatti 42enne, rampollo di una famosa famiglia di mobilieri e produttore di vini, si è sempre proclamato innocente. I suoi difensori, gli avvocati Alessandro Gamberini, Rino Battocletti e Cristina Salon, hanno dichiarato dopo la lettura del dispositivo:
Aggiungendo che, in questi "18 anni, Calligaris ha avuto la sua vita sconvolta, additato ingiustamente agli occhi dell'opinione pubblica come l'autore dell'omicidio della compagna che amava". Negli anni, i legali hanno chiesto più volte accertamenti sulla pista del cosiddetto "Lupo solitario".
L'obiettivo? Capire se l'omicidio di Tatiana potesse collegarsi alle rapine avvenute negli stessi tra Friuli e Veneto, attribuite a un soggetto che avrebbe agito con modalità simili a quelle utilizzate per aggredire la donna, con l'uso di spranga e pistola.
Resta, dopo sette anni di processi, il dolore dei familiari della 37enne, che, rappresentati dall'avvocata Laura Luzzatto Guerrini, speravano in un esito diverso. Ieri, 22 maggio 2026, sulla pagina Facebook "Tatiana Tulissi: un angelo che chiede giustizia" avevano scritto:
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