Dal caso del piccolo Domenico, il bambino morto dopo il trapianto con il cuore "bruciato", fino a quello del poliziotto di Rogoredo e dell'ex assessore leghista Massimo Adriatici che hanno ucciso due cittadini extracomunitari: Marco Travaglio si scaglia contro la giustizia fai da te del governo, quella che un giorno vota gli scudi penali e l'altro chiede "il massimo della pena".
Gira e rigira, il nocciolo della questione, per il direttore del Fatto Quotidiano, è quello che va ripetendo tutti i giorni da quando è iniziata la campagna referendaria per la riforma della Giustizia: la politica non deve invadere il campo della magistratura.
Anche perché poi, inevitabilmente, si infila in un cul de sac:
Per Travaglio, un modo come un altro per non affrontare il vero problema della nostra sanità:
Poi, però, nota il direttore del Fatto, capita il caso del piccolo Domenico, e il governo dello scudo penale si trasforma in giustiziere "invitando i magistrati a fare giustizia senza sconti".
Ci sono poi altri due casi, per Travaglio, che hanno evidenziato come la giustizia fai da te del governo non funziona:
E, come se non bastasse, ieri, si è infilato anche il caso di Massimo Adriatici, "l'ex assessore alla sicurezza di Voghera che nel 2021 uccise un marocchino ubriaco che faceva casino in un bar":
Ma ciò che Travaglio non dimentica in questo caso sono le dichiarazioni di Matteo Salvini subito dopo il fattaccio:
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