Ventiquattro febbraio 2022 - ventiquattro febbraio 2026: per Elena Basile, il quarto anniversario della guerra in Ucraina non è altro che l'occasione per rimarcare una propaganda da parte dell'Occidente che si ripete sempre uguale a se stessa.
L'ex diplomatica ne dà conto oggi con un editoriale sul Fatto Quotidiano che ruota attorno a questa domanda rimasta inevasa:
Basile ricorda che era l'opzione caldeggiata dal presidente Yanukovich e dai russi, ma che è stata sempre respinta da Washington.
Per Elena Basile, non ci sono dubbi: dopo quattro anni di guerra e di lutti, "la retorica militarista trionfa" ancora. Si tratta, a detta dell'ex diplomatica, della retorica che vuole Putin impegnato nel suo disegno neo imperialista che minaccerebbe tutta l'Europa dell'est:
L'Ucraina allora? L'invasione del 24 febbraio 2022 come si spiega?
Elena Basile, sull'Ucraina, ribalta completamente la narrazione mainstream della brama di potere di Mosca: sostiene che il nazionalismo di Kiev è stato pompato da "un vecchio progetto neocon statunitense".
Per questo, "la guerra di Mosca è una guerra esistenziale non contro un vicino debole ma contro una leadership che ha svenduto gli interessi del popolo ucraino, utilizzata politicamente e militarmente dagli anglosassoni e poi dall'intera classe dirigente occidentale come piattaforma di assalto per un tentativo di regime change, tramutato in guerra a bassa intensità per indebolire la Russia".
Di conseguenza, la propaganda occidentale, dopo quattro anni di guerra, non si ferma:
Per Basile, non si tratta altro che di "vampiri che si fanno chiamare filoucraini".
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