26 Feb, 2026 - 09:25

Referendum sulla Giustizia, "Putin voterebbe Sì": Travaglio ne è convinto (per colpa di un sottosegretario)

Referendum sulla Giustizia, "Putin voterebbe Sì": Travaglio ne è convinto (per colpa di un sottosegretario)

Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari è convinto che Putin voterebbe No al prossimo referendum sulla Giustizia? Per Marco Travaglio, si sbaglia di grosso: il dittatore di Mosca non si esprimerebbe affinché le carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti rimangano uguali, come è adesso in Italia e in Russia, piuttosto per sottomettere la magistratura al potere esecutivo, come conviene a un regime autocratico. E quindi voterebbe Sì, suppone il direttore del Fatto.

L'uomo del giorno che Travaglio prende di mira per sostenere la bocciatura della riforma Nordio, quindi, è proprio lui, Fazzolari. Tant'è che il titolo del suo editoriale è più che mai eloquente:

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L'ultima fazzata

Travaglio contro il sottosegretario Fazzolari: "Putin voterebbe Sì"

Essendo un dittatore, probabilmente Putin non si porrebbe nemmeno il problema di come votare perché un referendum libero nel suo Paese non potrebbe mai esserci. Ma tant'è: qui in Italia, si litiga dividendosi se voterebbe Sì o No in occasione della nostra consultazione popolare sulla riforma della Giustizia.

Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari propende per il No constatando che in Russia, come finora in Italia, giudici e pm hanno la stessa carriera.

Marco Travaglio, invece, è convinto del contrario. Volendo sottomettere i magistrati al potere esecutivo, il dittatore di Mosca voterebbe di sicuro Sì:

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Fazzolari pensa che il problema della giustizia in Russia - come in tutti i regimi autocratici - sia l'unicità delle carriere e non la dipendenza sia dei giudici sia dei pm dal regime, tant'è che non c'è richiesta dei pm che non venga accolta dai giudici. Ed è proprio il modello a cui si ispira il suo governo, che strilla all'errore giudiziario appena un giudice decide diversamente da un pm e appena un pm o un giudice prendono decisioni sgradite al governo

Travaglio, per sostanziare la sua tesi, ricorda, a tal proposito, anche la frase di Nordio che, nel voler sostenere la sua riforma di fronte ai partiti che oggi sono all'opposizione, ebbe a sottolineare che lo scopo era mettere i governi, oggi di destra domani di sinistra, al riparo dalle inchieste:

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Roba che Putin, se avesse tempo da perdere appresso a Nordio, si congratulerebbe con lui, chiederebbe la cittadinanza italiana per votare Sì e incasserebbe pure il copyright

Fazzolari, "il genio"

Per Marco Travaglio, Giovanbattista Fazzolari, che pure era stato dipinto dalla premier Meloni come "l'uomo più intelligente che avesse mai incontrato", è un vero e proprio "genio". Per modo di dire, naturalmente.

Perché, di sicuro avrebbe sottolineato che nella riforma Nordio c'è scritto che sia i pm sia i giudici restano autonomi e indipendenti. Al che, però, il direttore del Fatto riesce a metterla così:

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Oh bella, e quale riformatore è così idiota da mettere nero su bianco le pessime intenzioni che s'accinge a realizzare con legge ordinaria appena incasserà il Sì dagli ignari elettori?

Ora, non si capisce quale potrebbe essere questa legge ordinaria che andrebbe contro la Costituzione. Sarebbe impossibile perché, appunto, anticostituzionale.

A leggere Travaglio, però, è tutto un processo alle intenzioni. E, in chiusura del suo editoriale, il direttore del Fatto si dimostra anche un grande esperto delle costituzioni russa, cinese, cubana, iraniana e della Corea del Nord.

Anche in quelle carte - avverte - c'è scritto che i magistrati sono indipendenti. Ma sono tutte "culle della democrazia" i Paesi sopra citati? Si chiede sarcasticamente.

Come dire: se passa il Sì, Travaglio prevede che a Palazzo Chigi avremo Putin, Xi Jinping, Diaz-Canel, Khamenei e Kim Jong-un insieme: fategli spazio. 

 

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