26 Feb, 2026 - 11:50

Vannacci si candida sindaco di Roma? Ecco perché il Campidoglio potrebbe rientrare nei piani del Generale

Vannacci si candida sindaco di Roma? Ecco perché il Campidoglio potrebbe rientrare nei piani del Generale

Ad oggi, si tratta di una voce. Ma, in prospettiva, si tratterebbe di una sorta di benedizione. Del resto, Gianfranco Fini nel 1993, Antonio Tajani nel 2001, Giorgia Meloni nel 2016 e lo stesso Carlo Calenda nel 2021, prima di conquistare il proscenio nazionale della politica, non sono passati tutti per le elezioni comunali di Roma?

Così, la voce che circola è che l'anno prossimo anche Roberto Vannacci potrebbe candidarsi sindaco della Capitale. Il che sarebbe, per lui, un trampolino di lancio verso ben altri lidi, si intende.

Vannacci candidato sindaco di Roma: il piano del Generale

Certo: il 2027 è anche l'anno delle elezioni politiche. Ma Vannacci, per assicurarsi la conquista di un buon bottino elettorale, ha bisogno di visibilità. E quale miglior palcoscenico di quello di Roma per far parlare di sé?

Come dire: i piani del Generale sono tutti da disegnare e non precludono niente.

Tanto che i giornali, questa mattina, confermavano l'indiscrezione della sua candidatura al Campidoglio (Il Foglio) e lo definivano "Generale volante" (Il Corriere della Sera).

Il motivo di questo nomignolo è presto detto: l'agenda di Vannacci è bella piena nei prossimi giorni. E, cosa da notare, molto romana.

Intanto, nella capitale, il fondatore di Futuro Nazionale ha portato a cena fuori i suoi primi tre adepti parlamentari (Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo): carne e vino rosso per festeggiare la sua entrata nel gruppo europeo di Afd, il partito tedesco di estrema destra.

Poi, il 5 marzo, ha fissato una conferenza stampa con i giornalisti stranieri per spiegare loro cosa vuole fare da grande.

E ancora: sempre nella Città Eterna, è atteso alla presentazione del libro "Il tempo di satana sta finendo" di Abile Mingarelli, autore ultracattolico ritenuto vicino a Mario Adinolfi e, il 7 marzo, sarà con i medici no-vax nell'incontro "Avanguardia del dissenso".

Come dire: venerdì, il Generale è atteso, come l'anno scorso, al Festival. Ma, per un uomo che ha grandi ambizioni politiche come lui, l'agenda, più che richiamare il motto "Sanremo è Sanremo", indica "Roma è Roma".

La costruzione di Futuro Nazionale

La candidatura a sindaco di Roma di Vannacci, certo, è, ad oggi, un'opzione, una possibilità, una suggestione. Ma già ora ha un suo senso politico ben decifrabile: il Generale, da qui al 2027, sarà impegnato a costruire in giro per l'Italia il suo partito. 

Un suo tour in tutte le regioni, quindi, è scontato, perché non può prescindere da una campagna acquisti che dovrà sostanziare con consiglieri comunali e regionali il suo Futuro Nazionale. Ma, per fare questo, gli serve visibilità, essere protagonista della battaglia politica.

Per questo, poiché le idee, anche quelle di estrema destra, camminano sulle gambe di più persone, la possibilità di candidarsi a Roma che, d'altronde, non è stata fatta in un giorno.

Per ora, bisogna dire che i sondaggi sono incoraggianti per il Generale. Ma bisogna sostanziarli con persone che nei territori hanno un seguito consolidato.

Vannacci, nel 2027, così, anche a Roma, potrebbe rappresentare o la scheggia impazzita fuori dalla logica del centrodestra, oppure potrebbe essere la testa d'ariete di quella parte politica nella speranza di battere Roberto Gualtieri, che si ripresenterà per la guida del Campidoglio in quota centrosinistra.

In questo caso, le elezioni romane potrebbero costituire davvero l'iniziazione di un Vannacci quarta gamba del centrodestra a livello nazionale. Per lui, una benedizione.

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