26 Feb, 2026 - 15:41

Malika Ayane e la figlia: il rapporto speciale tra la cantante e Mia

Malika Ayane e la figlia: il rapporto speciale tra la cantante e Mia

Madre prima che artista. Malika Ayane torna sul palco dell’Ariston come una delle protagoniste del Festival di Sanremo 2026 con il brano “Animali notturni”, un pezzo che segna il suo ritorno alla musica dopo qualche anno di riflessione e sperimentazione. È diventata mamma quando era molto giovane (oggi ha 42 anni), in un momento in cui la sua carriera era ancora tutta da scrivere.

Malika Ayane, la figlia Mia e quando è diventata madre?

Malika Ayane è diventata mamma molto presto: aveva 21 anni quando, nel 2005, è nata Mia. Il padre è il suo primo compagno, un amore profondo di cui la cantante ha sempre preferito non rivelare l’identità. Di quella storia si sa poco, se non che è stata forte e totalizzante, vissuta tutta d’un fiato.

A “Vanity Fair” nel 2019 ha raccontato:

virgolette
Ho avuto una figlia da un uomo con cui ho vissuto per anni. Ci siamo conosciuti e innamorati, dopo venti giorni vivevamo insieme, dopo sei mesi ero incinta e non è andata. L’amore passionale l’ho avuto ed è finito, come finiscono milioni di storie.

Quando è nata Mia, Malika stava ancora costruendo la sua strada nella musica. Tra provini, concerti e lavori per mantenersi, ha sempre detto che la maternità le ha dato una spinta in più. Ha firmato il suo primo contratto discografico dopo aver accompagnato la figlia all’asilo, scegliendo di assentarsi solo quando era davvero necessario.

Oggi Mia è una ragazza grande. Malika la chiama il suo “capolavoro più grande” e racconta che diventare madre l’ha aiutata a trovare un equilibrio tra lavoro, vita privata e crescita personale.

Malika Ayane e il rapporto con la figlia Mia

Fin dall’inizio ha cresciuto Mia soprattutto da sola, cercando di trasformare le difficoltà in un esempio di autonomia e libertà, valori che vuole trasmetterle.

Sempre a “Vanity Fair” aveva dichiarato:

virgolette
“Se non hai la fortuna di incontrare subito una persona con cui stare tutta la vita, è sacrosanto cercare di essere felici, di non accontentarsi. È anche quello che tento di insegnare a mia figlia Mia, che ha finalmente l’età per capire che una madre bislacca non è necessariamente una tragedia”.

Al "Corriere della Sera" ha spiegato che la maternità l’ha fatta diventare più profonda e che, nonostante qualche senso di colpa per il tempo tolto al lavoro o viceversa, ha sempre cercato di esserci davvero.

Queste le sue parole:

virgolette
Mi sono assentata solo per cose per cui valeva la pena. Avere un figlio significa anche crescerlo, preparare tre pasti sani al giorno. La maternità mi ha salvata da parecchia vita superficiale. Tutti sanno che nei 15 giorni d’estate con Mia non esisto per nessuno.

Oggi Mia è sempre più autonoma (ha fatto anche un periodo di studio all’estero) ma il loro rapporto resta stretto. Tra madre e figlia c'è confronto, c'è complicità. 

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