Per la serata cover di Sanremo 2026 sentiremo suonar la tromba. A farlo, come sempre in modo magistrale, sarà un fuoriclasse del mondo jazz italiano, Fabrizio Bosso, protagonista nel suo genere tra anni di festival, dischi e collaborazioni con i big di musica leggera, da Mario Biondi a Claudio Baglioni.
Insomma, per questa edizione del Festival, il suo nome arriva anche al pubblico più giovane di Rai Uno, grazie alla partecipazione accanto a Dargen D’Amico e Pupo, in una rilettura tutta jazzata del grande classico “Su di noi”.
Un incontro tra mondi diversi – il cantautorato pop, il rap d’autore l' improvvisazione jazz – ci darà musica ed emozioni da vendere.
Fabrizio Bosso è nato a Torino nel 1973 (ha 52 anni) ed è un trombettista e flicornista jazz di fama internazionale. Inizia a suonare la tromba a soli 5 anni, si diploma giovanissimo al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino e a 17 anni entra nella big band di Gianni Basso, tappa decisiva per la sua crescita artistica.
Negli anni Novanta debutta a Umbria Jazz in un progetto dedicato a Chet Baker, suona con la Carnegie Hall Orchestra e nel 1999 viene votato “Miglior Nuovo Talento” nel referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz.
La sua carriera discografica decolla tra fine anni Novanta e Duemila con il primo album da leader “Fast Flight” (2000) e con la formazione High Five Quintet, considerata una delle band simbolo del nuovo jazz italiano. Nel frattempo, Bosso batte forte il chiodo sulle collaborazioni: lavora con Mario Biondi in “Handful of Soul”, con Franco D’Andrea, Enrico Pieranunzi, Renato Sellani, Sergio Cammariere e molti altri.
Tra i progetti più importanti ci sono anche lo Spiritual Trio dedicato al gospel e i numerosi lavori in duo, ad esempio con il fisarmonicista Luciano Biondini o con il pianista Julian Oliver Mazzariello. Non si fa nemmeno mancare le incisioni sinfoniche come “Enchantment” con la London Symphony Orchestra sulle musiche di Nino Rota.
Il legamedi Fabrizio Bosso con il palco dell’Ariston non nasce di certo con Dargen D’Amico: il trombettista ha già partecipato più volte al Festival, accanto a Sergio Cammariere (2003 e 2008), Raphael Gualazzi (vincitore tra le Nuove Proposte nel 2011) e Nina Zilli nel 2012.
La performance del 27 febbraio sarà un vero e propio omaggio a Pupo con “Su di noi”.
Per Dargen ricordiamo che questa è la terza partecipazione in gara al Festival, dopo “Dove si balla” (2022) e “Onda alta” (2024), e quest’anno presenta il brano “AI AI”. Si concentra così su temi che riguardano l'attualità, il rapporto sempre più stretto che intercorre tra umani e tecnologia.
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