Subito dopo i primi attacchi di Usa e Israele all'Iran, in modo particolare alla residenza di Khamenei a Teheran, stando ad alcuni video che girano in rete, la reazione di molti giovani è stata di giubilo.
Del resto, loro da tempo si battono contro il regime degli ayatollah e non vedevano l'ora, soprattutto dopo la soppressione delle ultime proteste con migliaia di morti, di avere un aiuto esterno per rovesciare il regime.
Fatto sta che in Italia molti la pensano diversamente.
In primis, gli appartenenti alla sinistra radicale. Ilaria Salis, ad esempio, sui social, è una furia contro l'intervento armato di Washington e Tel Aviv.
Ilaria Salis, subito dopo la notizia dell'attacco Usa e israeliano all'Iran, è corsa sui suoi canali social per esternare tutto il suo sdegno.
Ma cosa ha scritto l'europarlamentare di estrema sinistra?
Per la paladina della sinistra, "diritti e libertà non c’entrano nulla. In gioco ci sono esclusivamente equilibri di potenza, controllo delle risorse, egemonia geopolitica".
Salis, come nel caso dei palestinesi oppressi dalla dittatura di Hamas, non vede alcun popolo ostaggioi di un feroce regime, alcun sogno di una vita migliore, più libera.
Per lei, quella che è iniziata oggi è solo "una sporca guerra di predazione e sottomissione, condotta in aperta violazione del diritto internazionale e priva di qualsiasi legittimità".
Allora, dato che questa è l'analisi dei fatti in corso, cosa deve fare il governo italiano per non essere accusato di nuovo di essere "complice di genocidio" come nel caso di Gaza?
Per l'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, questo:
Come dire: a buon intenditor, poche parole.
Fatto sta che Salis è determinata a battersi anche nella sua sede di pertinenza, il parlamento europeo. Perché lascia scritto anche questo:
Questi sono i tre obiettivi per i quali l'ex militante del Leoncavallo si batterà. E spiega anche il motivo. Per lei, l'Europa deve pretendere "un’autonomia incardinata sulla difesa del diritto internazionale, senza eccezioni né doppi standard; sull’impegno concreto e attivo per il disarmo nucleare globale; e sulla promozione di una nuova architettura di sicurezza collettiva orientata alla pace".
Tuttavia, sono davvero poche le speranze che nutre a tal proposito Salis. Ursula von der Leyen e la maggioranza che la sostiene hanno tutt'altra linea politica:
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