02 Mar, 2026 - 10:03

Iran, come si elegge la nuova Guida Suprema dopo la morte di Khamenei

Iran, come si elegge la nuova Guida Suprema dopo la morte di Khamenei

La morte dell’ayatollah Ali Khamenei, avvenuta in seguito agli attacchi aerei congiunti di Stati Uniti e Israele, ha aperto una fase delica per la Repubblica islamica. Oltre alle tensioni regionali e all'escalation militare, Teheran deve ora affrontare un passaggio istituzionale: la scelta del nuovo leader supremo, figura cardine del sistema politico iraniano.

Iran, il ruolo dell’Assemblea degli Esperti e la procedura costituzionale

La nomina della Guida Suprema spetta all’Assemblea degli Esperti, un organo religioso composto da 88 membri eletti dal popolo ogni otto anni. Tuttavia, i candidati a far parte dell’Assemblea vengono prima sottoposti al vaglio del Consiglio dei Guardiani, che verifica la loro idoneità secondo criteri religiosi e costituzionali.

Quando la carica di leader supremo diventa vacante, l’Assemblea degli Esperti è chiamata a riunirsi per deliberare e scegliere un successore. 

L’organo mantiene un potere esclusivo e centrale in questo processo: è infatti l’unica istituzione autorizzata dalla Costituzione a designare la nuova guida del paese.

La decisione avviene a maggioranza semplice dei voti.

Le tempistiche: cosa prevede l’articolo 111

La Costituzione iraniana disciplina il passaggio di poteri attraverso l’articolo 111, che stabilisce come la morte o l’incapacità della Guida Suprema comporti l’immediata formazione di un consiglio direttivo temporaneo. Questo organismo assume i poteri del leader fino alla designazione del successore.

Non è però prevista una scadenza rigida entro cui l’Assemblea degli Esperti debba completare il processo. Il testo costituzionale indica che la nomina deve avvenire “nel più breve tempo possibile”, lasciando quindi un margine di discrezionalità politica. 

Il ruolo del consiglio direttivo temporaneo

In attesa della nomina ufficiale della nuova Guida Suprema, entra in funzione un consiglio direttivo provvisorio con il compito di esercitare temporaneamente le prerogative del leader supremo.

Il consiglio attualmente in carica è composto dal presidente Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei e dall’ayatollah Alireza Arafi.

L’autorità di questo organo è strettamente transitoria. Il suo mandato termina non appena l’Assemblea degli Esperti formalizza la scelta del nuovo leader.

I possibili candidati alla successione

Tra i nomi che circolano come potenziali successori figura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, presidente della Corte Suprema dal luglio 2021, che svolge un ruolo di primo piano nell’architettura istituzionale del paese.

Un altro nome citato è quello di Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini. La sua eventuale candidatura richiamerebbe simbolicamente le origini del sistema politico nato con la rivoluzione del 1979.

Infine, Alireza Arafi, già membro di spicco del clero iraniano e attualmente parte del consiglio direttivo provvisorio. La sua nomina come guida suprema ad interim lo colloca inevitabilmente tra le figure centrali di questa fase di transizione.

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