02 Mar, 2026 - 17:51

“Trump non mi ha mai chiamato Tony, a lei la chiamava Giuseppi”: scintille tra Tajani e Conte all'informativa sull’Iran

“Trump non mi ha mai chiamato Tony, a lei la chiamava Giuseppi”: scintille tra Tajani e Conte all'informativa sull’Iran

Scintille nelle commissioni riunite di Esteri e Difesa di Camera e Senato tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. 

Nel pomeriggio di oggi, lunedì 2 marzo 2026, il titolare della Farnesina e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, hanno tenuto un’informativa congiunta sulla situazione in Medio Oriente a seguito dell’attacco di USA e Israele all’Iran di sabato 28 febbraio.

A innescare il botta e risposta tra i due leader di maggioranza e opposizione, sarebbe stato il riferimento del presidente del Movimento 5 Stelle alla foto del ministro degli Esteri con in mano il cappellino con la scritta MAGA (Make America Great Again) al termine della prima riunione del Board of Peace for Gaza tenutosi a Washington due settimane fa. 

Ecco allora cosa si sono Antonio Tajani e Giuseppe Conte durante la tesissima audizione di oggi in Parlamento.

Botta e risposta tra Tajani e Conte: ecco cosa si sono detti

Attimi di tensione oggi in commissione di Camera e Senato tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani e il leader del M5S, Giuseppe Conte. Ad innescare il botta e risposta il duro intervento dell’ex premier nei confronti del governo e soprattutto il passaggio in cui faceva riferimento al famoso episodio del berretto MAGA.

Un intervento a cui Tajani ha replicato con decisione:

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''Onorevole Conte Trump non mi ha mai chiamato Tony, Anthony, a lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto di particolare amicizia ce l'aveva lei''. 

Ha detto il leader di Forza Italia che poi ha chiarito:

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''Io non mi vergogno di niente. Ma di cosa mi devo vergognare? Me lo venga a dire, me lo venga a dire di cosa mi devo vergognare? Il cappellino era un regalo. Io non sono andato né in ginocchio dalla Merkel come ha fatto lei né da Trump''.

Accuse a cui Conte a replicato a stretto giro.

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Non è mai una questione personale, ministro Tajani, quindi quando lei si offende e dice che Trump non l'ha mai chiamata Tony: il problema è politico, il problema è che non vi chiama proprio se non per firmare accordi su accordi insostenibili e per darvi un cappellino in mano.

Ha ribadito Giuseppe Conte.

L’intervento di Conte che ha fatto sbottare Tajani

Facciamo un passo indietro per capire cosa ha detto davvero Giuseppe Conte per meritarsi la replica del ministro Tajani.

Intervenendo dopo le comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto nelle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, il leader M5S aveva chiesto:

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Qual è l'atteggiamento del governo nei confronti degli Stati Uniti? Vogliamo un attimo venir fuori e chiarire le nostre linee di indirizzo di politica estera, condannando questi attacchi che sconvolgono l'ordine internazionale? Va tutto bene? Sottoscriviamo tutto quel che ci viene chiesto da Washington: aumento delle nostre spese insostenibili al 5% del Pil? Andiamo a Washington a promettere l'acquisto di armi e gas americani, zero tassazione per i giganti del web? Quando ci arrivano i dazi diciamo che è un buon compromesso?”

Aveva chiesto Conte che poi aveva concluso il suo intervento:

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“Ancora sponsorizziamo, come ha fatto la nostra presidente del Consiglio con scarsa dignità, il premio Nobel per la pace per Trump? Andiamo al Board of Peace e ci rigiriamo i cappellini Maga? Qual è il vantaggio di tutto questo per l'Italia? Ci sarà un vantaggio perché per Meloni l'abbiamo capito: ha rimediato prefazioni per il suo libro dal figlio di Trump, ha rimediato una prefazione anche a ultimo dal vicepresidente Vance. Agli italiani in tutto questo? Il Tricolore ve lo siete dimenticato?”.

 

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