03 Mar, 2026 - 14:50

C'è il rischio di una guerra in Europa, ora l'Italia teme l'escalation: allarme terrorismo e droni 

C'è il rischio di una guerra in Europa, ora l'Italia teme l'escalation: allarme terrorismo e droni 

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è detta preoccupata per una guerra in Europa. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, lancia l'allarme terrorismo.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha messo bene in chiaro che l’Italia e l’Europa non sono pronte ad affrontare la nuova “guerra dei droni”.

La polveriera mediorientale preoccupa il governo italiano. L'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran di sabato 28 febbraio ha innescato una reazione a catena le cui conseguenze sono difficilmente prevedibili.

Bisogna lavorare per una de-escalation delle tensioni, ha dichiarato ieri sera al Tg5 la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che per la prima volta ha detto senza mezzi termini di essere preoccupata.

Intanto, la guerra è arrivata alle porte dell’Europa con l'attacco alla base militare britannica a Cipro nella notte tra l'1 e il 2 marzo.

Questa mattina, da Teheran, è arrivato l'ennesimo avvertimento agli Stati UE. Il ministero degli Esteri iraniano ha fatto sapere che qualsiasi collaborazione con la campagna israelo-americana verrebbe considerata come un “atto di guerra”.

I timori dell'Italia, cosa ha detto Meloni: “Mi preoccupa guerra in Europa”

Ieri sera la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta al Tg5. Nel corso dell'intervista, la premier si è detta molto preoccupata per la situazione internazionale e per il rischio di un allargamento del conflitto al di fuori della regione mediorientale.

La situazione "mi preoccupa, mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos"

Ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che ha sottolineato la necessità di evitare che il regime iraniano costruisca missili a lungo raggio con testate atomiche.

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Mi preoccupa ovviamente perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga  è la ragione per la quale l'Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale. 

Ora la guerra tocca l'Europa, come dimostra l'attacco a Cipro, e Meloni non nasconde i suoi timori.

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L’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi  ma penso che nulla possa andare meglio se l'Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati,

aggiunge.

Iran, Tajani: “Stiamo valutando anche il rischio terrorismo”

Oggi, martedì' 3 marzo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l'ambasciatore iraniano a Roma in relazione agli attacchi dell'Iran a Cipro.

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Ho fatto convocare l'ambasciatore dell'Iran dopo l'attacco che c'è stato a Cipro per dire che l'Europa non c'entra niente, non deve essere assolutamente coinvolta in questa vicenda.

La situazione è estremamente delicata e sul punto di precipitare in ogni momento, ma il vicepremier oggi ha sottolineato anche un altro rischio che preoccupa non poco il governo, ovvero, quello legato al terrorismo. 

Non è un mistero che il regime di Teheran sta cercando di trasformare il conflitto in una guerra di religione, e il rischio che cellule terroristiche presenti in Europa, o semplici lupi solitari, possano compiere attentati è alto.

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L'allargamento del conflitto preoccupa tutti: stiamo valutando anche il rischio terrorismo. 

Ha detto il ministro Tajani.

Un allarme condiviso anche dalla premier che sempre nella sua intervista al Tg5 ha detto che tutte le realtà che “sono dedicate a questo tema sono mobilitate, a partire dalla nostra intelligence". 

La guerra dei droni: Crosetto evidenzia le vulnerabilità italiane ed europee 

Un altro allarme, infine, arriva dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, e riguarda la guerra dei droni. Secondo il titolare della difesa l'Italia non riuscirebbe ad opporre una risposta completamente efficace in caso di un attacco di questo tipo.

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Di fronte a un attacco simile l'Italia farebbe peggio, perché le difese da queste nuovi armi, che sono soprattutto i droni, sono molto più difficili rispetto alle armi tradizionali. Dal punto di vista di quel tipo di attacchi, l'Italia e i paesi europei sono indietro e si stanno avvicinando negli ultimi due anni con investimenti continui.”

Ha dichiarato ieri Crosetto durante l'audizione presso le commissioni congiunte di Difesa e Esteri di Camera e Senato. 

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“La soluzione ci sarà nel giro di qualche mese, qualche anno perché è partita purtroppo soltanto due anni fa, perché prima questo tipo di pericolo non era né percepito né reale: la guerra dei droni è un'invenzione ucraina, è cambiata completamente la visione e il modo di fare la guerra negli ultimi due anni in modo repentino. 

Ha concluso il ministro della Difesa. 

 

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