Gli allarmi bomba a Palazzo Chigi e nel centro di Roma non faranno altro che aumentare ancor di più il clima di tensione. Ma già al quarto giorno di guerra, l'aria è irrespirabile. Anche in Italia.
Per Libero la colpa è di quella parte di centrosinistra che anziché fare quadrato con il nostro governo e i Paesi dell'Occidente, si rammarica per l'uccisione di Khamenei e appena può attacca i rappresentanti dell'esecutivo, come è capitato al ministro Crosetto.
Mario Sechi per questo oggi ha aperto l'edizione del suo giornale con il titolo "L'ora degli avvoltoi".
Tra le tante conseguenze della guerra, inevitabile, c'è anche quella degli avvoltoi, delle persone che strumentalizzano la situazione di caos sperando di avere un tornaconto.
Mario Sechi in questa categoria oggi ha inserito anche Giuseppe Conte, il leader del Movimento Cinque Stelle, reo, ieri, di aver polemizzato in commissione Esteri con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
ha scritto il direttore, descrivendo l'episodio che l'ha ispirato:
Come dire: in tempi di guerra, anche le parole si affilano per colpire quanto più profondamente possibile.
Per Mario Sechi, la discussione imbastita in commissione Esteri era una buona occasione per avviare un confronto informato e produttivo per il Paese. Invece, ben presto, dopo l'intervento di Giuseppe Conte, si è trasformata nell'ennesima rissa che non promette nulla di buono:
Ma cosa ha detto il presidente del Movimento Cinque Stelle che Sechi proprio non riesce a digerire?
Per il direttore di Libero, è invece un altro il piano in attuazione del tutto evidente:
Non a caso Sechi cita Pechino perché secondo lui si chiude il cerchio: durante i governi Conte, non solo dei militari russi, con la scusa degli aiuti per il Covid, ebbero modo di scorazzare in mezz'Italia, ma Palazzo Chigi firmò con la Cina l'accordo commerciale della Via della Seta rischiando di posizionare il Paese sotto l'influenza di Xi:
Così, il direttore ha chiuso con una profezia:
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