04 Mar, 2026 - 12:23

Trump minaccia embargo contro la Spagna, Sanchez non cede: scontro diplomatico sul no di Madrid all'uso delle basi per attacchi in Iran

Trump minaccia embargo contro la Spagna, Sanchez non cede: scontro diplomatico sul no di Madrid all'uso delle basi per attacchi in Iran

Le tensioni tra Washington e Madrid si intensificano dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha ventilato misure drastiche contro la Spagna in risposta alla sua posizione sul conflitto con l’Iran. Al centro dello scontro ci sono l’uso delle basi militari, gli impegni NATO e la possibilità di ritorsioni commerciali, in un clima diplomatico sempre più teso.

USA-Spagna, Trump minaccia ritorsioni commerciali contro Madrid

Il presidente degli Stati Uniti ha minacciato, il 3 marzo 2026, il governo spagnolo sotto la guida di Pedro Sanchez, di imporre un embargo e di rompere gli accordi. Le dichiarazioni di Trump sono arrivate durante una conferenza stampa con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Madrid ha deciso di non consentire l'utilizzo delle basi statunitensi in Spagna per operazioni militari contro l'Iran.

"Alcuni paesi si sono comportati benissimo, alla grande. Il capo della NATO Mark Rutte è fantastico. Ma alcuni Paesi europei, come la Spagna, si sono comportati in modo pessimo. In effetti, ho detto a Scott di chiudere tutti gli accordi con la Spagna", ha affermato il presidente americano, riferendosi al segretario al Tesoro, Scott Bessent.

Il disaccordo tra l'amministrazione Trump e il governo Sanchez risale a giugno 2025 quando, dopo il vertice della NATO, gli alleati hanno deciso di aumentare la spesa per la difesa al 5 per cento del PIL, ad eccezione della Spagna. Le ultime tensioni, quindi, si sono aggiunte a questo sfondo di disaccordi tra Washington e Madrid.

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Potremmo usare le basi se volessimo. Potremmo semplicemente volare lì e usarle. Nessuno ci dirà di non usarle, ma non siamo obbligati a farlo. Erano ostili, quindi ho detto: 'Non vogliamo'. La Spagna non ha assolutamente nulla di cui abbiamo bisogno, a parte persone fantastiche. Hanno persone fantastiche, ma non hanno una grande leadership.

Durante il suo intervento Trump ha ipotizzato:

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Dobbiamo prenderci cura delle nazioni che sono state buone e giuste con noi, e ci prenderemo cura anche delle altre nazioni... ma abbiamo il diritto... per esempio, stiamo parlando della Spagna. Potrei bloccare gli scambi commerciali domani o oggi. Meglio ancora, bloccare tutto ciò che riguarda la Spagna. Tutte le attività commerciali legate alla Spagna hanno il diritto di essere bloccate. Un embargo. Potrei fare quello che voglio con loro, e potremmo farlo con la Spagna.

La risposta di Pedro Sanchez

Non ha tardato ad arrivare la risposta del primo ministro spagnolo. Pedro Sanchez ha ribadito la posizione del suo paese riguardo al conflitto in Iran e ha affermato che non cederà alle pressioni commerciali degli Stati Uniti.

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Non prenderemo una posizione che vada contro i nostri valori e principi per paura di ritorsioni da parte di altri.

Il primo ministro spagnolo ha paragonato l'attacco statunitense contro l'Iran all'invasione dell'Iraq del 2003.

"No al ripetere gli errori del passato", ha affermato Sanchez e ha aggiunto: "Diciamo no alla Guerra".

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Diciamo no al crollo del diritto internazionale... No al presupposto che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo attraverso conflitti con le bombe.

Le conseguenze internazionali ed economiche

Il leader spagnolo ha affermato di non poter prevedere le conseguenze precise della "caduta del terribile regime degli ayatollah in Iran". Tuttavia, ha dichiarato di essere sicuro che "non si tradurrà in un ordine internazionale più equo, né in salari più alti, servizi pubblici migliori o un ambiente più sano". Ha invece affermato di prevedere che si trascinerà verso un periodo di incertezza economica.

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Quello che vediamo per ora è maggiore incertezza economica, aumenti del prezzo del petrolio e anche del gas.
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