La Camera dei deputati ha bocciato definitivamente la proposta di legge delle opposizioni per introdurre la settimana lavorativa corta di 32 ore a parità di salario.
L'emendamento soppressivo, sostenuto dal governo e dalla maggioranza, ha ottenuto 132 voti favorevoli contro 90 contrari e 9 astenuti.
La misura, primi firmatari Nicola Fratoianni (Avs) con i leader Giuseppe Conte (M5s), Angelo Bonelli (Avs) ed Elly Schlein (Pd), prevedeva una sperimentazione triennale tramite contrattazione collettiva.
La maggioranza di centrodestra ha motivato il no con l'assenza di coperture finanziarie adeguate, evidenziando evidenti rischi per le casse pubbliche.
Walter Rizzetto, il presidente della commissione Lavoro in quota Fratelli d'Italia, ha criticato il testo in quanto, tra l'altro, non escludeva esplicitamente la pubblica amministrazione, il che avrebbe fatto scattare la necessità di assuemere nuovo personale a costi "non quantificabili" dalla Ragioneria di Stato.
Sta di fatto che la proposta, già rinviata in commissione il 12 febbraio scorso, già aveva avuto un parere negativo da parte della commissione Bilancio: gli incentivi (esoneri contributivi al 30-60%) rischiavano di superare il triennio previsto, gonfiando la spesa da 8,5 a 11 miliardi di euro.
Morale della favola: nonostante il 71% dei lavoratori italiani, secondo il rapporto del 24 febbraio del Censis, si fosse detto favorevole, il governo ha optato per l'emendamento soppressivo per evitare impatti negativi sul settore pubblico dovuti a carichi contrattuali non definiti.
L'addio alla settimana lavorativa corta ha subito scatenato le polemiche ppolitiche. Giuseppe Conte ha denunciato su social:
Elly Schlein, in Aula, ha invece accusato:
Nicola Fratoianni di Avs ha definito la destra "contro i lavoratori e la maggioranza del Paese", mentre Dario Carotenuto del Movimento Cinque Stelle ha promesso: "La approveremo noi al governo".
Dal centrodestra, Rizzetto ha replicato:
Ma il giorno dopo a bocciare la settimana corta ci ha pensato anche l'economista nonché leader del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin:
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *