04 Mar, 2026 - 12:00

Addio alla legge per la settimana lavorativa corta: cosa è successo alla Camera

Addio alla legge per la settimana lavorativa corta: cosa è successo alla Camera

La Camera dei deputati ha bocciato definitivamente la proposta di legge delle opposizioni per introdurre la settimana lavorativa corta di 32 ore a parità di salario.

L'emendamento soppressivo, sostenuto dal governo e dalla maggioranza, ha ottenuto 132 voti favorevoli contro 90 contrari e 9 astenuti.

La misura, primi firmatari Nicola Fratoianni (Avs) con i leader Giuseppe Conte (M5s), Angelo Bonelli (Avs) ed Elly Schlein (Pd), prevedeva una sperimentazione triennale tramite contrattazione collettiva.

Perché la settimana di 32 ore è stata bocciata in Parlamento

La maggioranza di centrodestra ha motivato il no con l'assenza di coperture finanziarie adeguate, evidenziando evidenti rischi per le casse pubbliche. 

Walter Rizzetto, il presidente della commissione Lavoro in quota Fratelli d'Italia, ha criticato il testo in quanto, tra l'altro, non escludeva esplicitamente la pubblica amministrazione, il che avrebbe fatto scattare la necessità di assuemere nuovo personale a costi "non quantificabili" dalla Ragioneria di Stato.

Sta di fatto che la proposta, già rinviata in commissione il 12 febbraio scorso, già aveva avuto un parere negativo da parte della commissione Bilancio: gli incentivi (esoneri contributivi al 30-60%) rischiavano di superare il triennio previsto, gonfiando la spesa da 8,5 a 11 miliardi di euro.

Morale della favola: nonostante il 71% dei lavoratori italiani, secondo il rapporto del 24 febbraio del Censis, si fosse detto favorevole, il governo ha optato per l'emendamento soppressivo per evitare impatti negativi sul settore pubblico dovuti a carichi contrattuali non definiti.

Le reazioni politiche alla bocciatura della settimana lavorativa corta

L'addio alla settimana lavorativa corta ha subito scatenato le polemiche ppolitiche. Giuseppe Conte ha denunciato su social:

virgolette
Lo hanno fatto di nuovo, come sul salario minimo e congedi paritari. Continueremo a batterci.

Elly Schlein, in Aula, ha invece accusato:

virgolette
Questa del governo e della maggioranza non è una scelta neutra, è una scelta politica che lascia crescere le disuguaglianze. In più, ignora produttività e benessere

Nicola Fratoianni  di Avs ha definito la destra "contro i lavoratori e la maggioranza del Paese", mentre Dario Carotenuto del Movimento Cinque Stelle ha promesso: "La approveremo noi al governo".

Dal centrodestra, Rizzetto ha replicato:

virgolette
Bisogna scrivere meglio le proposte, il Parlamento serve a limarle

Ma il giorno dopo a bocciare la settimana corta ci ha pensato anche l'economista nonché leader del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin:

virgolette
Ieri alla Camera non potevo credere a ciò che sentivo. Dopo il “ti pago per non lavorare” (il reddito di cittadinanza a matrice grillina), ieri il centrosinistra ha introdotto nella discussione parlamentare un altro grande classico della demagogia: “Ti pago la stessa cifra ma per lavorare di meno”...

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