04 Mar, 2026 - 12:50

Referendum giustizia, Schlein sfida Meloni: “Vi batteremo alle politiche”. Il botta e risposta in tv

Referendum giustizia, Schlein sfida Meloni: “Vi batteremo alle politiche”. Il botta e risposta in tv

Il duello, seppur in differita di 24 ore, tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein è andato in onda in diretta tv. Prima la premier, poi la leader del centrosinistra italiano sono state intervistate nel corso dell'edizione serale del Tg5 intervenendo sull'imminente referendum sulla Riforma della giustizia.

A poco più di due settimane dal voto popolare, le due leader della politica italiana non si sono risparmiate.

Il giorno prima Meloni aveva sottolineato l'importanza di andare a votare e votare al referendum "perché il tema li riguarda tutti, perché i giudici decidono su moltissime cose: immigrazione, sicurezza, salute, libertà dei cittadini, lavoro".

La premier aveva accusato i sostenitori del No di “dover mentire per essere convincenti” e aveva respinto le accuse di voler sottomettere la giustizia alla politica.
Ieri dallo stesso 'palco televisivo' la segretaria dem ha ribattuto su tutto.

Ecco cosa ha risposto Elly Schlein a Giorgia Meloni sulla battaglia per il referendum sulla giustizia.

Schlein risponde a Meloni: “Se vince il No nessuna richiesta dimissioni”

"Noi batteremo questo governo alle prossime elezioni politiche, non appena ne avremo l'occasione".

Ieri sera al Tg5 Elly Schlein ha ribadito e confermato ancora una volta che in caso di vittoria del No al Referendum non chiederà le dimissioni del governo.

Il tema della politicizzazione del voto referendario è un tema che attraversa trasversalmente la campagna elettorale per la consultazione costituzionale. Il centrodestra di governo prova ad evitare la trappola della sinistra che non ha fatto mai mistero di considerare il voto di marzo un voto sull'esecutivo Meloni. 

La segretaria dem, tuttavia, ha deciso di non calcare eccessivamente la mano sull'ipotesi di dimissioni del governo, probabilmente per non spaventare chi a destra vorrebbe votare No.

In sintesi, il ragionamento sembra essere questo:  il voto è sul governo, ma la sua bocciatura non determinerà una richiesta di dimissioni da parte del Pd.

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Abbiamo lavorato in questi anni per costruire un'alternativa, guardi, non contro questo governo, contro Giorgia Meloni. L'alternativa la stiamo costruendo sulle cose che vogliamo fare insieme. Anche questa settimana hanno affossato un altro provvedimento proposto dalle opposizioni sulla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.”

Ha ribadito Schlein che punta a battere Meloni alle urne e sui contenuti.

Referendum Giustizia, Schlein: “In gioco i diritti dei cittadini"

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In gioco non c'è il destino dei magistrati, non è una riforma sui magistrati, è una riforma sui diritti di tutte le cittadine e i cittadini, è una riforma che riguarda la qualità della nostra democrazia.

Ha dichiarato Schlein, ribadendo la posizione del No ad una riforma che avrebbe come obiettivo quello di indebolire la magistratura.

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“Non è una riforma per la giustizia perché non migliora la giustizia italiana. Cosa fa allora questa riforma? Spacca in due il CSM e in questo indebolisce l'indipendenza della magistratura. Chi di noi affiderebbe la propria rappresentanza a un organo sorteggiato. Il punto è: l'indipendenza dei magistrati, non tutela i magistrati, tutela ogni cittadino.”

La replica a Nordio: “Quando farete qualcosa per gli italiani?”

Infine, Elly Schlein risponde al ministro Carlo Nordio che in una recente intervista aveva dichiarato di non comprendere la posizione di Schlein, dal momento che la riforma della giustizia sarebbe stata utile anche al centrosinistra quando sarebbero ritornati al governo. 

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“Il punto è proprio questo: non vogliamo che ci serva. Pensiamo che in democrazia chi è al governo debba essere sottoposto a un controllo.”

Dice la segretaria dem che poi conclude:

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“Se Nordio stesso dice che la riforma oggi serve a questo governo e domani potrebbe servire a un nostro governo, la domanda è: quand'è che faranno qualcosa che serve ai cittadini italiani?”

 

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