04 Mar, 2026 - 15:40

Perché per la sinistra è un problema votare la legge sull'antisemitismo

Perché per la sinistra è un problema votare la legge sull'antisemitismo

La legge italiana contro l'antisemitismo rappresenta un passo cruciale per contrastare un fenomeno che, purtroppo, nel nostro Paese, come testimonia l'ultimo episodio verificatosi a Milano dove due giovani turisti ebrei riconoscibili dalla kippah sono stati malmenati da un gruppo di ragazzini nordafricani, è in crescita. 

Essa adotta la definizione IHRA (vale a dire dell'International Holocaust Remembrance Alliance) e prevede una strategia nazionale. Ma tutto questo, a cui va sommato anche un appello di Liliana Segre, non basta alla sinistra per votarla. 

l ddl numero 1004, approvato prima ancora che a Palazzo Madama come testo base dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha tentato di riassumere varie versioni del provvedimento, ma non ha convinto il Campo largo. 

Perché la sinistra è contro la legge sull'antisemitismo nonostante l'appello di Liliana Segre

La sinistra italiana, in particolare il Partito Democratico, Avs e il Movimento Cinque Stelle, si oppone al ddl nonostante l'appello all'unità su questo tema espresso da Liliana Segre il 27 gennaio scorso, in occasione del Giorno della Memoria.

La senatrice a vita ha invocato una "convergenza trasversale" contro l'antisemitismo, definendolo una minaccia alla democrazia, ma il centrosinistra è rimasto critico nei confronti del testo di legge per l'uso della definizione IHRA: secondo questa parte politica, equipara alcune critiche al governo di Israele all'odio antiebraico. 

A dirla tutta, anche organizzazioni come Amnesty International hanno avuto modo di esprimere preoccupazione per i rischi di censura sulle piattaforme digitali e di formazione: temono che la norma reprima la libertà di espressione politica.

Ma i partiti di sinistra hanno sostenuto che anche il testo base della Lega (primo firmatario Romeo) limiti il dibattito sul conflitto israelo-palestinese, e avrebbero preferito versioni, dal loro punto di vista, più "equilibrate", come quella di Delrio che esplicitava la libertà di critica. 

Fatto sta che la maggioranza ha respinto gli emendamenti comuni presentati dal Pd e dal M5S, accentuando le divisioni.

La posizione del Pd di Elly Schlein astenuto come il Movimento Cinque Stelle

Alla fine, il Pd di Elly Schlein ha scelto l'astensione sul testo base, allineandosi al Movimento Cinque Stelle e in opposizione alla maggioranza di centrodestra. 

Francesco Boccia ha proposto emendamenti condivisi con il partito di Giuseppe Conte per accogliere l'auspicio all'unità di tutte le forze politiche partito da Liliana Segre. Per questo, ha condizionato il sì alla loro approvazione, ma la maggioranza ha negato un accordo del genere.

Così, già in commissione, è arrivata l'astensione del partito di Elly Schlein, che in Senato poi equivale a un voto negativo. Questo, mentre da parte della segretaria dem non c'è stata nemmeno una parola a riguardo.

Ma tant'è: la legge prevede il monitoraggio dei dati, la formazione scolastica e un coordinatore nazionale, pur senza prevedere per lui nuovi oneri. E che gli ultimi dati diffusi sul fenomeno dell'antisemitismo sono davvero preoccupanti. Lo scorso anno, gli episodi di intolleranza sono aumentati del 10% rispetto al 2024, del 100% rispetto al 2023 e del 400% rispetto al 2022. Ma ciò che più preoccupa è un altro numero, davvero incredibile: per l'ultimo rapporto sull'antisemitismo, il 14% degli italiani vorrebbe espellere gli ebrei dal nostro Paese.

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