Il partito di Giorgia Meloni si conferma primo nelle intenzioni di voto degli italiani. Al secondo posto resta il Pd di Elly Schlein che guida la coalizione di centrosinistra.
Eppure né Meloni, né Schlein festeggeranno questo risultato. A pesare per entrambi i partiti – per il Pd un po' di più – è la perdita di consensi per la terza settimana consecutiva.
Secondo l'ultimo sondaggio realizzato dall'Istituto Noto, dal 12 febbraio ad oggi, il partito della premier ha perso mezzo punto, mentre il Pd ha fatto registrare addirittura un -1% scendendo sotto la soglia psicologica del 22%.
Alle loro spalle – se si esclude Futuro Nazionale di Vannacci – tutto resta invariato, confermando i trend delle ultime settimane. A livello di coalizone, infine, perdono entrambe mezzo punto percentuale.
Ecco, allora, nel dettaglio cosa è emerso dall'ultima rilevazione di Noto e chi vincerebbe le elezioni se si votasse oggi.
Fratelli d'Italia resta il primo partito della coalizione e del Paese con il 29,5% (-0,5%). Dal debutto sulla scena politica di Futuro Nazionale di Vannacci – questa settimana stabile al 3% - il partito di Giorgia Meloni ha perso sempre qualcosa.
Lo stesso vale per la Lega che questa settimana si ferma al 7%., mentre Forza Italia manitne il 9%. Noi Moderati si attesta all'1,5% e l'Udc allo 0,5% garantiscono un apporto marginale ma utile in una logica di coalizione ampia.
La novità rappresentata da Futuro nazionale, stabile al 3%, non modifica in modo sostanziale gli equilibri ma segnala l’esistenza di uno spazio elettorale sensibile a proposte identitarie e alternative dentro l’area conservatrice.
Nel complesso, il 47,5% attribuito al centrodestra conferma una maggioranza potenziale nel Paese, anche se il lieve arretramento.
Sul fronte opposto, il Pd conferma il suo momento no. Questa settimana perde 1 punto e scende al 21,5%, ad otto punti di distacco da Fratelli d'Italia. Il partito della segretaria Elly Schlein non è riuscito ad approfittare del momento di flessione del partito della premier.
Il Movimento 5 Stelle resta stabile al 12,5%, consolidando una base elettorale fedele ma senza segnali di espansione. In crescita, invece, Alleanza Verdi e Sinistra, che guadagna mezzo punto e si attesta al 6,5%.
Nel campo centrista, Azione (3,5%) e Italia Viva (2,5%) restano ferme. Anche +Europa, all’1%, contribuisce in misura ridotta.
Il totale del campo largo, senza Azione, si ferma al 44%, in calo dello 0,5%. Il dato mostra una sostanziale stabilità ma anche la difficoltà di colmare il divario con il centrodestra.
Se si votasse oggi, il centrodestra sarebbe avanti con il 47,5% contro il 44% del campo largo. Un margine di 3,5 punti che, nel sistema elettorale italiano, potrebbe tradursi in un vantaggio significativo in termini di seggi, soprattutto con la nuova legge elettorale presto in discussione in Parlamento.
La distanza non è ampia, ma è sufficiente a confermare la leadership dell’attuale coalizione. Molto dipenderebbe dalla capacità delle opposizioni di presentarsi unite e di ampliare il perimetro dell’alleanza includendo tutte le forze compatibili.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *