04 Mar, 2026 - 18:00

Crisi nel Golfo Persico, Tajani e Crosetto tornano in Aula: voto sulle risoluzioni e nodo basi Usa

Crisi nel Golfo Persico, Tajani e Crosetto tornano in Aula: voto sulle risoluzioni e nodo basi Usa

I ministri Crosetto e Tajani riferiranno nuovamente in Parlamento in merito alla crisi nel Golfo Persico e all'evoluzione del quadro internazionale a seguito dell'attacco israelo-americano all'Iran di sabato 28 febbraio. 

Si inizia domani mattina alle 10 alla Camera e a seguire nel pomeriggio in Senato. Prevista anche la votazione di risoluzioni.

E' quanto si apprende da una nota diramata da Palazzo Chigi a conclusione del vertice governativo di questa mattina sull'analisi degli sviluppi della crisi in Medio Oriente e - si legge nella comunicazione ufficiale - delle implicazioni economiche. 

Al vertice, presieduto dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno partecipato i due vicepremier Tajani e Salvini, il ministro della Difesa Crosetto, il ministro dell'Economia Giorgetti e i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Presenti anche i vertici dell'intelligence. 

Tajani e Crosetto alle Camere: il governo cerca il mandato politico sulla crisi iraniana

Dopo la tutt'altro che distesa audizione congiunta davanti alle commissioni Difesa e Esteri di Camera e Senato, i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, nella giornata di domani saranno impegnati in un nuovo round di comunicazioni alle Camere.

All'ordine del giorno il punto sull'evoluzione del quadro internazionale a seguito della crisi iraniana. Sempre per domani è prevista la presentazione di una risoluzione che sarà sottoposta al voto delle Camere: i partiti di maggioranza sono al lavoro sul documento.

L'esecutivo, di fronte ai venti di guerra e al rischio di escalation, punta - a quanto si apprende da fonti parlamentari del centrodestra - a ottenere da Camera e Senato l’agibilità politica necessaria, una sorta di mandato, per affrontare i prossimi sviluppi della crisi.

Gli scenari sono in rapidissima evoluzione e vanno definiti i confini entro cui iscrivere l'azione del governo in caso di allargamento del conflitto. In ballo due questioni fondamentali: il supporto militare difensivo per gli Stati che hanno richiesto l'aiuto del governo e un'eventuale decisione sull'utilizzo delle basi americane in Italia.

Escalation in Medio Oriente, Meloni non va in Aula: opposizioni all’attacco

L'annuncio non è stato accolto favorevolmente dall'opposizione che avrebbe voluto che a riferire in Parlamento fosse la premier. Il leader di AVS, Angelo Bonelli, ha commentato così la decisione del governo di indicare i due ministri di Esteri e Difesa per le comunicazioni in Aula:

virgolette
Meloni fugge dal Parlamento e non ci mette la faccia di fronte alla guerra scatenata dal suo amico Trump e dal criminale di guerra Netanyahu. Avevamo chiesto, come opposizioni, la comunicazione della presidente Meloni sulla guerra in Iran e Libano, ma ancora una volta ha deciso di non venire a riferire in Parlamento, mandando Crosetto e Tajani che hanno dimostrato la loro imbarazzante inadeguatezza.

Poi il riferimento al premier spagnolo Pedro Sanchez che ha negato l'utilizzo delle basi spagnole al governo americano. Bonelli poi conclude con una domanda:

virgolette
Perché Meloni teme di venire in Parlamento? Perché fugge?. 

Per Matteo Renzi, Meloni non va in Aula 'perché non sa cosa dire'.

virgolette
L'Italia non ha una posizione, vive un momento di sofferenza culturale nel momento in cui è rappresentata da ministri totalmente inadeguati. Tajani che dice, un momento dopo l'attacco, non sono coinvolti italiani ma il primo italiano a non essere stato coinvolto è il governo italiano che non è stato informato.

Ha dichiarato il leader di Italia Viva.

Al centrosinistra risponde il deputato e responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli.

virgolette
Su ogni cosa le opposizioni chiedono che Meloni venga in aula. La presidente del Consiglio viene tutte le volte che può, nel frattempo vengono ministri importanti a parlare in Parlamento, sono già venuti Crosetto e Tajani, quindi il governo non si è tirato indietro, anzi si confronta continuamente con il Parlamento. È un momento molto delicato, credo che quello che è importante è che Giorgia Meloni continui a far tenere all'Italia una posizione di cui essere orgogliosi, molto serena, molto determinata, utile. 

Basi Nato agli Usa? Cresce la tensione anche in maggioranza

Ad agitare le opposizioni e anche la maggioranza è l'ipotesi della concessione dell'utilizzo delle basi militari italiane della Nato agli Stati Uniti per la guerra all'Iran. Al momento dal governo ribadiscono che non c'è stata nessuna richiesta, ma che se dovesse esserci sarebbe valutata e comunque la decisione dovrebbe passare per il Parlamento. 

La possibilità, tuttavia, agita anche la maggioranza. Oggi il vicepresidente del Senato della Lega, Gian Marco Centinaio, ha dichiarato che in caso di richiesta da parte degli Usa di utilizzo delle nostre basi, il governo dovrebbe dire di no.

virgolette
Io penso sempre che la nostra Costituzione debba essere la nostra Bibbia, e lì c’è scritto chiaramente che l’Italia ripudia la guerra. Io penso che se ci chiedessero le basi dovremmo rispondere di no.
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