05 Mar, 2026 - 14:54

Iran, dopo la Turchia Crosetto annuncia: "Protezione di difesa aerea innalzata a livello massimo". Non era mai successo

Iran, dopo la Turchia Crosetto annuncia: "Protezione di difesa aerea innalzata a livello massimo". Non era mai successo

"Ho dato mandato al Capo di Stato Maggiore della Difesa di alzare al livello massimo il livello di protezione di difesa aerea e anti-balistica nazionale".

Lo ha comunicato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a termine della sua informativa alla Camera sugli sviluppi della crisi iraniana nel Golfo Persico. 

E' la prima volta nella storia recente della Repubblica Italiana che viene disposto il livello massimo di protezione e di difesa aerea e anti-balistica su tutto il territorio nazionale, in passato - anche nei momenti più critici - l’Italia ha rafforzato o elevato la prontezza della difesa aerea, ma senza dichiarare pubblicamente il “livello massimo nazionale”, oppure solo per eventi specifici o zone limitate. 

La decisione del titolare della Difesa è stata assunta dopo i recenti attacchi iraniani subiti da Cipro e dalla Turchia e che dà la cifra esatta della preoccupazione del governo circa i rischi di allargamento della crisi al di fuori del Medio Oriente. 

Come sottolineato in questi giorni da esperti e analisti, infatti, l'Italia potrebbe essere raggiunta dai missili iraniani. 

"Perché quando dico che di fronte ad una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto, tutto può essere aspettato", ha affermato Crosetto, che ha anche annunciato l'invio di assetti navali a difesa dell'isola di Cipro così come previsto dall'art.7 del trattato dell'Ue.

Nel suo intervento, il ministro della Difesa, ha aggiornato il Parlamento sulla situazione dei contingenti italiani nella regione del Golfo Persico e ha spiegato come il cambio di strategia dell'Iran stia costringendo tutti gli attori internazionali ad adeguare le proprie decisioni.

Ampio spazio, infine, è stato dedicato alla questione delle basi nato italiane e all'eventuale concessione agli Stati Uniti.

Ecco cosa ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel suo intervento di questa mattina alla Camera.

Iran, Crosetto: "La strategia dell'Iran è creare il caos e complessità economica" 

La strategia del governo di Teheran è quella di creare caos e complessità economica. Secondo il ministro Crosetto l'Iran ha cambiato strategia rispetto al conflitto precedente (la guerra dei 12 giorni): non potendo colpire Israele perché troppo lontano, sta colpendo i paesi vicini scatenando il caos e rischiando di trasformare il conflitto in un conflitto globale.

Crosetto non ha nascosto i timori di un coinvolgimento della Nato e dell'Ue nella guerra, dopo che membri Nato (Turchia e Cipro) sono stati oggetto di attacchi da parte del regime degli Ayatollah. In caso di attacco ad un Paese membro della Nato o dell'Ue, infatti, gli altri Stati sarebbero obbligati a scendere in campo al fianco degli alleati in virtù dei trattati dei due organismi.

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La preoccupazione è che questi attacchi, che sono stati fermati, hanno colpito basi europee e basi Nato, come Turchia e Cipro. In tutti e due i casi, qualora, e non è stato ritenuto così, si trattasse di un vero e proprio attacco contro quelle nazioni da una parte l'articolo 5 della Nato dalle 7 dell'unione europea, ci obbligherebbe a essere al loro fianco. Ma il tema più grande della preoccupazione è che in questa crisi se ne possono innestare e alimentare altre, quelle in corso, come quella in corso sul fronte est. 

Crosetto sottolinea rischio espansione della guerra al di fuori della regione e il coinvolgimento di altre potenze e si sofferma sul pericolo - quanto mai reale - che da questa crisi si inneschino nuove crisi e si inaspriscano altre già esistenti. Il riferimento è al conflitto russo-ucraino che - secondo il ministro italiano - potrebbe fare registrare un aumento del livello del conflitto con offensive sempre più violente contro Kiev. 

Basi Nato, il ministro della Difesa: "Se ce le chiederanno torneremo in Parlamento e decideremo insieme"

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E' un momento molto difficile e voglio solo che abbiamo tutti contezza della difficoltà del momento. Dobbiamo rivalutare complessivamente i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi in difficoltà.

Ha spiegato il ministro Crosetto, aprendo il capitolo aiuti militari difensivi per i Paesi del Golfo Persico che ne hanno fatto richiesta all'Italia.

Il ministro ha sottolineato anche il tentativo - con gli altri Paesi dell'E-5 - di costruire una strategia europea per coordinare gli aiuti. Per questo ha scritto all'Alto Rappresentante per la Politica Europea, Kaja Kallas, e con i suoi omologhi europei ha istituito un tavolo permanente sulla crisi. 

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Tutti abbiamo ricevuto richieste di aiuto da parte dei Paesi del Golfo e tutti insieme valutando l'evolversi della situazione anche per dividersi la responsabilità. Non possiamo aiutare tutti, per questo sono in stretto contatto con i miei omologhi, il tavolo è formato e permanente e lo stiamo allargando anche agli altri Paesi.

Ha dichiarato il ministro.

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La scelta che stiamo compiendo è di equilibrio e responsabilità. Rafforzare la protezione significa difendere i nostri interessi, i nostri cittadini e i nostri contingenti.

Ampio spazio viene infine dedicato alla questione delle basi statunitensi in Italia. Crosetto ha spiegato che gli accordi prevedono la possibilità di utilizzo da parte degli Stati Uniti delle basi per attività di supporto logistico, addestramento, transito di velivoli non destinati a combattimento.

In caso di operazioni militari di guerra i trattati Nato prevedono l'autorizzazione del governo. Il ministro della Difesa ha detto molto chiaramente che in questo secondo caso il governo chiederà il via libera del Parlamento. Al momento, comunque, è stato ribadito anche in Aula, non è arrivata alcuna richiesta di questo tipo.

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Non è pervenuta alcuna richiesta. Qualora dovessero emergere domande di questo tipo saremmo qua. Ma oggi non è successo. 

Ha dichiarato Crosetto, che poi ha aggiunto:

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Per l'utilizzo delle basi noi rispetteremo ciò che prevede l'agreement con gli Stati Uniti. Meloni mi invita ad impegnarmi in questa Aula che la scelta (di concedere le basi per attacchi militari, ndr) sia assunta d'intesa con il Parlamento e così sarà. Se ce lo chiederanno torneremo qui e decideremo insieme.

Ha assicurato il ministro che poi ha concluso: 

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Non è una guerra che l'Italia vuole o ha voluto. L'Italia sta cercando di gestire e mitigare le conseguenze di questo conflitto perché è preoccupante, dirompente. E ci diconodurerà settimane.
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