La situazione umanitaria in Libano continua a peggiorare mentre si intensificano gli scontri tra Israele e Hezbollah. Migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie case nel sud del paese, mentre gli attacchi e i bombardamenti hanno provocato decine di vittime e centinaia di feriti, tra cui anche bambini.
Le recenti escalation tra Israele e Hezbollah si sono intensificate all’inizio del mese di marzo. L'esercito israeliano ha condotto attacchi aerei contro diversi obiettivi in Libano a partire dal 2 marzo, dopo che il gruppo ha lanciato razzi contro il territorio israeliano nella serata dell’1 marzo, in risposta agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran del 28 febbraio.
Successivamente, le forze israeliane hanno lanciato anche un'operazione via terra nel Libano meridionale, segnando un ulteriore aumento delle tensioni lungo il confine.
L'esercito israeliano ha emesso, il 4 marzo, un ordine di evacuazione forzata per i civili residenti nel Libano meridionale. Le forze israeliane hanno ordinato di "evacuare immediatamente le loro case e di spostarsi a nord, oltre il fiume Litani".
Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha esortato gli Stati Uniti a fermare Israele.
Negli ultimi giorni, con l'aumento delle tensioni, la situazione umanitaria continua a precipitare. Secondo i dati del ministero degli Affari Sociali libanese, almeno 83mila persone sono state sfollate dalle loro abitazioni in tutto il Libano.
Secondo i dati dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), almeno 30 mila sfollati hanno cercato protezione nei rifugi in Libano negli ultimi giorni.
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che almeno 72 persone, tra cui sette bambini, sono morte e 437 persone sono rimaste ferite negli attacchi alla capitale Beirut e nel sud del paese.
Secondo l'UNICEF, dal 2 marzo sette bambini sono stati uccisi e 38 sono rimasti feriti.
Con l’intensificarsi degli attacchi e l’aumento degli sfollati, la crisi umanitaria causata dalle tensioni tra Israele e Hezbollah rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi giorni.
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