06 Mar, 2026 - 10:07

Iran-Italia, a che punto siamo? Meloni anticipa l’intervento in Parlamento: cosa ha detto a Macron

Iran-Italia, a che punto siamo? Meloni anticipa l’intervento in Parlamento: cosa ha detto a Macron

Alla fine Giorgia Meloni ha ceduto alle richieste delle opposizioni e ha anticipato l’intervento in Parlamento.

Inizialmente la presidente del Consiglio avrebbe dovuto intervenire alle Camere il 18 marzo per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo del giorno successivo, ma ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani ha comunicato la decisione della premier di anticipare l’intervento a mercoledì 11 – l’orario è ancora da definire – allargandolo anche alla crisi in Medio Oriente. 

A far deflagrare definitivamente lo scontro tra Palazzo Chigi e centrosinistra, è stata l’intervista rilasciata ieri mattina da Giorgia Meloni a Rtl 102.5, quasi in contemporanea con le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani alla Camera, nonostante da giorni le opposizioni chiedessero a gran voce che fosse lei a riferire per il governo.

L’annuncio di Ciriani non è comunque servito a placare le opposizioni che hanno continuato ad accusare la presidente del Consiglio di “scappare dal Parlamento”. 

Nella serata di ieri, intanto, Meloni - forte anche dell’approvazione della risoluzione di maggioranza alla Camera – ha avuto un lungo colloqui telefonico con il presidente francese, Emmanuel Macron.

Iran, il punto: Giorgia Meloni in Parlamento l’11 marzo

L’11 marzo, Giorgia Meloni riferirà in Parlamento sulla crisi del Golfo Persico scaturita dall’attacco di Israele e Usa all’Iran lo scorso 28 febbraio.

Ieri, intanto, a recarsi alle Camere sono stati i ministri di Esteri e Difesa, Tajani e Crosetto. I due esponenti dell’esecutivo hanno aggiornato il Parlamento sulla situazione degli italiani in Medio Oriente e sulla posizione che ha deciso di adottare il governo, in una situazione in continua evoluzione.

Si è parlato della questione della concessione dell’utilizzo delle basi Nato italiane agli Usa e il ministro Crosetto ha comunicato la decisione di innalzare al livello massimo l’allerta aerea e anti-balistica sul territorio nazionale. 

Scopo delle comunicazioni del governo era di ottenere l’avallo del Parlamento per le operazioni italiane nel Golfo Persico. Operazioni di tipo difensivo, a tutela degli italiani nella regione e di supporto ai Paesi alleati dagli attacchi iraniani. 

L’avallo è arrivato con l’approvazione della risoluzione di maggioranza.

Negli interventi pubblici di ieri – giovedì 5 marzo – sia Giorgia Meloni, sia i suoi ministri, hanno espresso preoccupazione per un allargamento del conflitto e per le possibili ripercussioni (sulla sicurezza e sull’economia) per l’Italia. 

Cosa prevede la risoluzione di maggioranza sulle operazioni italiane nel Golfo Persico

Con 179 sì, 100 no e 14 astenuti, il Parlamento italiano ha dato ‘mandato’ al governo di ‘agire’ in Medio Oriente nell’ambito della crisi iraniana. 

In particolare la risoluzione prevede un rafforzamento delle missioni italiane in Medio Oriente con sistemi aerei, antimissile e di sorveglianza, per proteggere cittadini italiani, alleati del Golfo e infrastrutture strategiche (inclusi rischi energetici).

Impegna l'Italia a sostenere gli altri Paesi UE contro attacchi missilistici o droni iraniani, come quello recente su Cipro e conferma il rispetto degli accordi per l'uso delle basi USA in Italia, solo per addestramento e supporto logistico, non per attacchi.

L'opposizione (PD, M5S, AVS) ha votato contro, proponendo diplomazia, cessate il fuoco e divieto d'uso basi per azioni militari USA/Israele. Azione, Italia Viva, Più Europa si sono astenuti. Le risoluzioni non vincolano il governo, ma indicano orientamenti politici.

Colloqui Meloni-Macron: cosa si sono detti e cosa hanno deciso i due leader

La giornata di ieri ha fatto registrare anche un importante confronto tra la premier italiana e il presidente francese Macron.

I due leader, secondo quanto riferito da Palazzo Chigi "hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale", soffermandosi in particolare sull'impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. 

Meloni e Macron hanno inoltre "ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro", concordando di mantenersi in stretto contatto sull'evoluzione della crisi. 

Nel comunicato di Palazzo Chigi non si fa riferimento alla proposta di Parigi di estendere il proprio ombrello nucleare oltre i confini nazionali. Un’idea sulla quale Meloni, intervenendo sempre a Rtl, ha mostrato cautela.

Nel pomeriggio Meloni aveva avuto un colloquio anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con il quale ha fatto il punto sul percorso verso "una pace giusta e duratura per l'Ucraina", ribadendo la necessità di mantenere "l'unità di vedute tra partner europei e americani".

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