Si infiamma la corsa per Palazzo Chigi 2027. Per la prima volta la coalizione progressista in formazione allargata supera il centrodestra.
È la sorpresa più eclatante emersa dall’ultimo sondaggio di YouTrend per SkyTg24 sulle intenzioni di voto degli italiani.
La rilevazione di questa settimana, tuttavia, riserva numerose altre sorprese, tra cui la prima brusca frenata di Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex generale della Folgore dopo l’addio burrascoso alla Lega che perde addirittura un punto in una settimana.
Un dato che apre ad una domanda: l’“effetto Vannacci” sta già esaurendo la sua spinta?
Il sondaggio di YouTrend restituisce, infine, anche altre due novità da non sottovalutare per la ridefinizione degli equilibri nel centrosinistra.
La novità principale riguarda il Partito Democratico, che dopo settimane di flessione ritorna a crescere, accorciando le distanze da Fratelli d’Italia che questa settimana rimane stabile.
Ma il dato più sorprendente è forse quello di Italia Viva che fa registrare l’incremento più consistente delle ultime settimane. Un balzo in avanti significativo per il partito di Matteo Renzi.
Ecco, allora, nel dettaglio chi vincerebbe le elezioni politiche se si votasse oggi.
Nel centrodestra non si registrano grandi scossoni. Fratelli d’Italia non cresce rispetto alla scorsa settimana e rimane al 28,7%, confermando la leadership nel centrodestra e nel Paese. Il partito di Giorgia Meloni perde tuttavia terreno nel confronto con il Pd che questa settimana assesta un deciso colpo di coda.
Perde qualcosa – dopo settimane di crescita – Forza Italia che scende all’8,1% (-0,3%). Cresce, invece, la Lega di Matteo Salvini, dopo il mese di passione seguito al divorzio con il generale Vannacci. Il partito di Matteo Salvini guadagna lo 0,3% e sale al 6,4%.
Nel campo del centrodestra il dato più significativo riguarda proprio la frenata di Futuro Nazionale. Il partito guidato da Roberto Vannacci si attesta al 3,2%, perdendo quasi un punto rispetto alla rilevazione precedente.
Si tratta della prima battuta d’arresto dopo settimane di forte visibilità politica e mediatica per il generale, diventato rapidamente uno dei protagonisti del dibattito pubblico.
Perde anche Noi Moderati che scende allo 0,9% (-0,2%).
???? #Sondaggio Youtrend per @SkyTG24: crescono, rispetto a una settimana prima, PD (22,4%, +0,6), M5S (12,9%, +0,6) e IV (2,2%,+0,6). Frena, al contrario, Futuro Nazionale di Vannacci, che perde quasi un punto nell’ultima settimana e scivola al 3,2%. pic.twitter.com/bfzUYlqCmH
— Youtrend (@you_trend) March 6, 2026
Il Partito Democratico sale al 22,4%, con un incremento di 0,6 punti percentuali. Approfittando della frenata di FdI si porta a -6 punti da Meloni, riaprendo la sfida per Palazzo Chigi.
Cresce anche il Movimento 5 Stelle, che raggiunge il 12,9% (+0,6%) registrando anch’esso un aumento di 0,6 punti. Il dato conferma una fase di relativa crescita per il partito guidato da Giuseppe Conte.
Leggera flessione per AVS che scende al 6,5% (-0,1%). Ma il dato più sorprendente riguarda Italia Viva. Il partito fondato da Matteo Renzi sale al 2,2%, con un incremento di 0,6 punti: una crescita significativa in termini relativi, considerando le dimensioni elettorali della formazione centrista.
Resta stabile Azione al 4,3%, mentre +Europa perde lo 0,2% e scende all’1,3%.
La sorpresa della settimana, tuttavia, è a livello di coalizioni perché per la prima volta il centrosinistra supera il centrodestra. Se si votasse oggi, la coalizione progressista sarebbe in vantaggio.
Il centrodestra per la prima volta dopo diversi mesi scende sotto la soglia psicologica del 45%. La somma dei quattro partiti che compongono la coalizione di maggioranza, infatti si ferma al 44,1%.
Il centrosinistra progressista, invece, arriva al 45,3% ma solo con l’apporto di Italia Viva e +Europa. Diversamente, il blocco Pd-M5S-AVS si ferma al 41,8%, alle spalle degli alleati di centrodestra. Centrodestra che tuttavia ritornerebbe in vantaggio con l’apporto di Futuro Nazionale, arrivando al 47,3%.
Non si tratta ancora di uno spostamento decisivo degli equilibri, ma di un segnale politico che potrebbe diventare più significativo se dovesse proseguire nelle prossime rilevazioni.
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