A 85 anni si sente un pò come uno dei grandi vecchi della destra italiana. Ma Franco Cardini non risparmia critiche a Giorgia Meloni e al suo governo per come stanno agendo in questi tempi di guerra.
Per non compromettere l'amicizia con Donald Trump, la premier fa "il pesce in barile", a detta dello storico che oggi ha dato un'intervista al Fatto Quotidiano.
Quando al professor Cardini il Fatto Quotidiano ha chiesto qual è il ruolo dell'Italia nella guerra che Usa e Israele hanno iniziato in Iran, la risposta è stata questa:
Cardini, però, a tal proposito, si chiede anche fino a quando Giorgia Meloni potrà perseverare in quest'atteggiamento.
Certo, il suo primo commento all'attacco a Teheran, quando ha detto che è frutto della rottura del diritto internazionale ad opera di Putin con l'invasione dell'Ucraina, ha tracciato un sentiero che però non è il più agevole da percorrere, soprattutto per un governo come il suo che si è sempre dichiarato sovranista.
Prima o poi dovrà esporsi? È stato chiesto, quindi, a Cardini. E lui:
Per Cardini si tratta di una discrasia destinata a crollare se l'escalation militare andrà avanti.
Di non facile soluzione, a detta di Cardini. Perché "Il problema di Meloni è che sa benissimo che gli italiani non vogliono sentir parlare di guerra, ne vogliono stare lontani".
Stando allo storico Franco Cardini, anche l'elettorato di riferimento di Giorgia Meloni, quello di destra, preferirebbe rimanere neutrale di fronte alla guerra. Ma ciò significherebbe anche non concedere l'utilizzo delle basi agli americani: un'eventualità concreta?
Per Cardini, la prova di questo è stata l'ammissione di Crosetto in parlamento che l'attacco di Usa e Israele è stato illegittimo. Ma la concessione delle basi? Gli aiuti militari?
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