Mancanza di una chiara condanna degli attacchi di Usa e Israele all’Iran in quanto violazione del diritto internazionale. Evitare il Parlamento per non rendere conto delle decisioni prese in ambito internazionale. Subordinazione agli Stati Uniti e al presidente Donald Trump.
Sono queste, in sintesi, le tre principali accuse che da una settimana a questa parte – ovvero – dall’offensiva israelo-americana contro il regime di Teheran iniziata sabato 28 febbraio – il centrosinistra sta muovendo a tamburo battente contro Giorgia Meloni e il governo italiano.
Nella giornata di giovedì 5 marzo lo scontro è esploso in Parlamento nel corso delle informative dei ministri Crosetto e Tajani. L’opposizione chiedeva che fosse la premier ad andare in aula per aggiornare il Parlamento sulla posizione dell’Italia. Meloni interverrà l’11 marzo, troppo tardi per i partiti di centrosinistra.
Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli continuano ad incalzare premier e governo chiedendo una condanna degli attacchi e una richiesta di cessate il fuoco. Critico, seppur, con sfumature diverse rispetto agli attacchi, anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
I leader del campo progressista, infine, imputano a Meloni di essere vittima di una sudditanza nei confronti degli Stati Uniti.
Uno scontro che sta infiammando il dibattito politico, già rovente per lo scontro sul referendum sulla riforma della giustizia. Ecco allora tutte le accuse del centrosinistra al governo e alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Bonelli parla di “imbarazzante inconcludenza” e “imbarazzante inconsistenza”, sottolineando che Meloni evita di chiedere il cessate il fuoco e non condanna i bombardamenti in Iran.
Ha dichiarato nei giorni scorsi il portavoce di Europa Verde, mentre Elly Schlein ha evidenziato il “silenzio imbarazzante” di Meloni.
Intervenendo alla trasmissione “Piazza Pulita” su La7, la segretaria dem ha detto che si sarebbe aspettata che anche il governo italiano facesse come quello spagnolo che ha preso una posizione netta contro l’attacco.
Il leader M5S, Giuseppe Conte, ha ricordato che il governo non ha chiarito se intende seguire una linea coerente rispetto al diritto internazionale o agli attacchi degli Stati Uniti e Israele.
Ha chiesto l'ex premier rivolgendosi a Meloni in un post social.
In sintesi il centrosinistra accusa Meloni di non avere una linea politica chiara sulla guerra, evitando condanne pubbliche e prese di posizione nette.
Ha attaccato nei giorni scorsi la segretaria del PD evidenziando:
Bonelli e Conte sottolineano che Meloni non si è presentata in Parlamento per riferire sulla crisi, lasciando ai ministri Crosetto e Tajani il compito, ritenuti inadeguati.
Sono le parole di Bonelli, mentre Conte incalza:
E al coro si unisce anche l’ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando:
La terza e ultima accusa riguarda la presunta subordinazione del governo italiano a quello statunitense.
Il campo progressista accusa Meloni di avere una politica estera incerta, subordinata agli Stati Uniti, e di non promuovere un ruolo europeo coerente.
Bonelli critica il governo accusandolo di “un’imbarazzante inconsistenza mentre il mondo scivola verso una guerra globale, con il rischio persino dell’uso di armi non convenzionali".
Schlein sottolinea l’incapacità di scegliere tra Trump e l’Europa.
Conclude la segretaria dem.
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