08 Mar, 2026 - 11:15

Cosa sono le accise mobili e perché si torna a parlare della misura sui carburanti con lo scoppio della guerra in Iran

Cosa sono le accise mobili e perché si torna a parlare della misura sui carburanti con lo scoppio della guerra in Iran

Negli ultimi giorni in Italia si è tornati a parlare con insistenza delle accise mobili sui carburanti. Il motivo principale è l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio registrato dopo l’escalation della guerra in Iran, che sta avendo ripercussioni sui mercati energetici internazionali. 

Il tema della crisi energetica con i rincari a catena di carburanti e beni di consumo è uno degli effetti collaterali della crisi nel Golfo Persico scatenata dall'attacco di Usa e Israele all'Iran.

La situazione è in continua evoluzione, ma l'incertezza legata al controllo dello Stretto di Hormuz continua a far salire il prezzo delle materie prime energetiche con un effetto domino sulle economie mondiali.

In Italia le prime conseguenze sono già evidenti. In alcune zone del Paese il prezzo della benzina ha già superato la soglia dei 2 euro al litro, con effetti immediati sui costi per famiglie e imprese e con il rischio di alimentare nuovamente l’inflazione. 

Proprio per contenere questi rincari, il governo italiano sta valutando possibili interventi fiscali. In un videomessaggio diffuso sabato 7 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che l’esecutivo è impegnato a monitorare i prezzi dell’energia e dei carburanti e che tra gli strumenti allo studio c’è anche l’eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili.

Guerra in Iran, perché si torna a parlare di accise mobili?

In messaggio diffuso ieri sui suoi canali social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha aperto sulle accise mobile suoi carburanti.

La premier ha sottolineato che l’obiettivo è "mitigare le conseguenze economiche del conflitto per i cittadini italiani" e contrastare eventuali speculazioni sui prezzi. Il meccanismo delle accise mobili, previsto già da una norma del 2023, potrebbe quindi essere utilizzato se gli aumenti dei carburanti dovessero diventare stabili e non solo temporanei. 

Il tema potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri nelle prossime settimane, soprattutto se la crisi internazionale continuerà a influenzare il prezzo del petrolio e, di conseguenza, quello dei carburanti alla pompa.

"E' lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo e la sua attivazione è allo studio già da qualche giorno da parte del Mef", assicura Meloni, rispondendo alla leader dem Elly Schlein, ma anche Mario Turco e Chiara Appendino del M5s, per tutta ieri avevano evocato un intervento di questo tipo.

Cosa sono le accise mobili sui carburanti?

Le accise mobili sono un meccanismo fiscale pensato per limitare l’aumento dei prezzi dei carburanti quando il petrolio sale troppo. In pratica si tratta di un sistema che consente allo Stato di ridurre temporaneamente le accise su benzina e gasolio quando il costo dei carburanti aumenta in modo significativo.

Il funzionamento è relativamente semplice: quando il prezzo dei carburanti cresce, aumenta automaticamente anche il gettito dell’IVA perché questa imposta è calcolata in percentuale sul prezzo finale. Con il sistema delle accise mobili, una parte di questo "maggior incasso di IVA" può essere utilizzata per ridurre le accise, cioè le imposte fisse applicate sui carburanti. 

In questo modo lo Stato utilizza le entrate fiscali aggiuntive generate dall’aumento dei prezzi per compensare almeno in parte il rincaro per i consumatori. 
L’obiettivo è quindi “sterilizzare” una parte dell’aumento del prezzo alla pompa.

Questo strumento non è completamente nuovo. Era stato introdotto per la prima volta con la legge finanziaria del 2008, ma non è mai entrato pienamente in funzione per la mancanza di decreti attuativi e di parametri chiari. Negli anni successivi è tornato più volte nel dibattito politico, soprattutto durante le crisi energetiche o nei momenti di forte aumento del petrolio.

Quali vantaggi portano le accise mobili?

Il principale vantaggio delle accise mobili è la riduzione dell’impatto dei rincari dei carburanti su cittadini e imprese. Quando il prezzo della benzina aumenta molto, infatti, il costo dei trasporti cresce e questo può avere effetti a catena su tutta l’economia, dal prezzo dei prodotti alimentari fino ai costi della logistica.

Grazie a questo meccanismo, lo Stato può intervenire rapidamente per abbassare il prezzo finale alla pompa, evitando che gli aumenti diventino troppo pesanti per i consumatori.

Un secondo beneficio riguarda la stabilità economica. Ridurre l’impatto dei rincari dei carburanti può contribuire a limitare l’aumento dell’inflazione e a proteggere il potere d’acquisto delle famiglie.

Infine, le accise mobili permettono di intervenire senza aumentare il deficit pubblico, perché il taglio delle accise viene finanziato proprio dal maggior gettito fiscale generato dai prezzi più alti dei carburanti.

Per questo motivo, in momenti di crisi energetica o tensioni geopolitiche — come quella legata al conflitto in Iran — il meccanismo delle accise mobili torna ciclicamente al centro del dibattito politico come possibile strumento per calmierare il prezzo dei carburanti e sostenere l’economia.

Il dibattito politico, chi è favorevole e chi no

I principali partiti italiani sono favorevoli all'attivazione delle accise mobili sui carburanti, con il governo che nelle ultime ore ha aperto alle proposte dell'opposizione per contrastare i rincari legati alla crisi Iran.

 Fratelli d'Italia e Lega valutano positivamente l'attivazione immediata, usando extragettito IVA per ridurre accise come confermato da Meloni nel suo videomessaggio.

Dal Pd è aumentato il pressing su l'adozione da parte del governo di misure urgenti. Anche il M5S la propone come misura concreta anti-rincari e speculazioni.

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