Università Ca' Foscari di Venezia ancora una volta al centro delle polemiche per un episodio di intolleranza perpetrato da un gruppo studentesco di estrema sinistra.
Questa volta, a rimetterci è stato il leader di Azione Carlo Calenda, il quale è stato contestato durante un incontro organizzato dall'associazione studentesca Futura nel campus di Economia a San Giobbe.
Mentre l'ex ministro parlava, ha fatto irruzione un gruppo di ragazzi con striscioni, slogan e un gesto provocatorio che non è certo passato inosservato: quello della P38, che evoca gli anni bui del terrorismo degli anni Settanta.
Il Collettivo Sumud, gruppo studentesco pro-palestinese, ha rivendicato la protesta sui social, pubblicando un video su Instagram che mostra un attivista eseguire il gesto della P38 – vale a dire con le dita a pistola – puntato verso il palco dove sedeva Calenda.
Durante l'irruzione, durata pochi minuti, è stato esposto uno striscione con la scritta "Fuori Calenda dall'Università", accompagnato da slogan come "Guerra alla guerra. Futura è guerra. Guerra a Futura", diretto contro gli organizzatori.
Futura ha denunciato anche altri insulti e minacce arrivati online nel post-evento, definendo il tutto come "intimidazioni inaccettabili" e chiedendo una ferma condanna da parte delle istituzioni e dei movimenti politici al fine di preservare il pluralismo all'interno delle università.
Calenda, da parte sua, ha minimizzato ironicamente:
Questo, mentre il collettivo Sumud ha motivato l'azione criticando la "democrazia liberale":
Come dicevamo, non è la prima volta che la Ca' Foscari finisce al centro di episodi del genere. A fine ottobre 2025, lo stesso Collettivo Sumud irruppe in un incontro sulla pace in Medio Oriente organizzato da Futura e Sinistra per Israele, impedendo all'ex parlamentare Pd Emanuele Fiano di parlare.
Circa 40 attivisti pro-Palestina esposero striscioni con su scritto slogan come "Fuori i sionisti dall'università" e urla e cori bloccarono l'evento per mezz'ora, nonostante un cambio di sede.
Fiano, figlio di un sopravvissuto all'Olocausto, definì l'episodio "atto di fascismo":
La rettrice Tiziana Lippiello e Futura condannarono l'interruzione, e il 4 novembre Fiano tornò "scortato" con la ministra Bernini e varie altre autorità all'università: solo così ebbe modo di completare l'intervento.
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