09 Mar, 2026 - 12:10

Referendum sulla Giustizia, scende in campo Giorgia Meloni: ecco il messaggio agli italiani

Referendum sulla Giustizia, scende in campo Giorgia Meloni: ecco il messaggio agli italiani

Quando il gioco si fa duro, entrano in campo i duri: così recita un vecchio adagio. E nello sprint finale della campagna referendaria per la riforma della Giustizia, non poteva non toccare a Giorgia Meloni entrare in scena.

Lo ha fatto con un post sui suoi canali social in cui, in tredici minuti, spiega i motivi per votare Sì alla riforma Nordio e ripete che anche in caso di affermazione del No, il governo da lei presieduto non si dimetterà:

virgolette
Cosa c'è davvero nella riforma della Giustizia: 13 minuti per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione

si legge all'inizio del post del presidente del Consiglio.

Referendum sulla Giustizia, la discesa in campo di Giorgia Meloni

Finora aveva preferito avere un ruolo abbastanza defilato, ma a due settimane dall'apertura delle urne, nei giorni decisivi della campagna referendaria, Giorgia Meloni non poteva restare lontana dal campo di battaglia politico che vede al centro la riforma della Giustizia.

Così, oggi ha postato un lungo video in cui spiega tutti i motivi per votare Sì per la separazione delle carriere dei magistrati e l'introduzione del sorteggio per comporre il Csm. 

In un tailleur grigio e sullo sfondo una veduta di Roma, la premier si è preoccupata anzitutto di smontare le bufale che si sono rincorse per bocciare la riforma e di chiarire una volta di più che il governo non lega il suo destino all'esito del referendum.

Anche se la separazione delle carriere dovesse essere bocciata dagli italiani, l'esecutivo rimarrà in carica in attesa delle elezioni politiche previste il prossimo anno.

virgolette
Si è creato un clima di forte confusione attorno al referendum, per questo ho deciso di spiegare nel modo più chiaro possibile alcuni punti chiave della riforma. Si tratta di una riforma molto importante se vogliamo modernizzare il Paese. Ed è importante per tutti perché la giustizia è un potere indispensabile per far funzionare l'Italia. Se non è efficiente, efficace e meritocratica, lo pagano tutti i cittadini

Meloni ha tenuto a sottolineare proprio questo: che a sentirsi coinvolti devono essere tutti, non solo chi ha a che fare direttamente con il mondo della giustizia perché i giudici decidono su moltissimi aspetti del quotidiano:

virgolette
Decidono sulla sicurezza, sul lavoro, sulla salute, sulla libertà personale. Si tratta di un potere enorme, ma a cui quasi mai si contrappone una adeguata responsabilità

Meloni, a questo punto, ha messo il dito nella piaga facendo passare le toghe come una casta che anche quando sbaglia non paga mai.

virgolette
È una stortura che in ottant'anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere

Il motivo è presto detto per la premier: perché ogni volta che si è tentato di farlo, la reazione della magistratura "è stata sproporzionata e il risultato è stato quello che ha perso molta della sua autorevolezza e della sua efficacia".

Per Meloni, la riforma Nordio interviene proprio su questo. 

L'obiettivo della riforma

Il presidente del Consiglio l'ha detto a chiare lettere: la riforma non ha l'obiettivo di sottomettere i magistrati alla politica, ma "di rendere la giustizia più moderna, più meritocratica, più autonoma, più responsabile e soprattutto libera dai condizionamenti della politica":

virgolette
Contrariamente a quanto dice la sinistra, non è una riforma contro i magistrati. Ma è una riforma contro le degenerazioni di un sistema bloccato che non è stato mai adeguato a un mondo che cambiava. È una riforma che aiuta la magistratura a recuperare un prestigio compromesso e quindi ad aumentare la fiducia dei cittadini verso la giustizia

Poi, l'attacco frontale alla sinistra schierata per il No:

virgolette
Il vero problema che la sinistra ha con questa riforma è che noi, in realtà, liberiamo i magistrati dal controllo della politica: la sinistra ha sempre utilizzato la giustizia quando non riusciva a vincere le elezioni...  

Il destino del governo

Giorgia Meloni, al termine del suo messaggio, dopo aver toccato nel merito i punti della riforma, ha ribadito che il suo governo resterà in carica anche se la riforma Nordio non dovesse passare:

virgolette
Per convincervi a votare No, stanno dicendo che non conta ciò che afferma la riforma, ma di andare a votare per mandare a casa il governo. Beh, io consiglio di non cadere nella trappola. Usano lo scudo del governo perché non vogliono una riforma che è sacrosanta. Il governo non si dimetterà in caso di vittoria dei no. Abbiamo scritto nel programma con il quale ci siamo presentati alle elezioni che avremmo fatto una serie di riforme, compresa quella della giustizia. Abbiamo rispettato l'impegno preso. Ora spetta agli italiani confermarla o meno. Per quello che ci riguarda, noi vogliamo arrivare alla fine della legislatura e farci giudicare alle elezioni politiche su tutto il lavoro che abbiamo fatto

Per Meloni, quindi, la sfida della sua permanenza a Palazzo Chigi è fissata nel 2027, quando ci saranno le elezioni politiche:

virgolette
Gli italiani che vogliono mandarci a casa possono farlo tranquillamente fra un anno. Ma ora si vota sulla giustizia, non sulla politica. E se noi perdiamo quest'occasione, temo che non ne avremo molte altre in futuro. Le cose continueranno a non funzionare indipendentemente da chi ci sarà al governo

Il consiglio finale della premier, quindi, è stato questo:

virgolette
Il mio consiglio è di andare a votare pensando cosa sia meglio per voi e i vostri figli, non pensando a cosa sia meglio per il governo o per il singolo partito: questa riforma non è una riforma di destra o di sinistra, è una riforma di puro buon senso

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...