Un’esplosione davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo ha portato all’arresto di tre fratelli norvegesi accusati di terrorismo. L’episodio, avvenuto nelle prime ore dell’8 marzo 2026, ha fatto scattare immediatamente l’intervento delle forze di sicurezza e l’apertura di un’indagine da parte delle autorità norvegesi.
Gli investigatori stanno cercando di chiarire il movente dell’attacco, il ruolo di ciascun sospettato e l’origine dell’ordigno esploso davanti all’ingresso dell’ambasciata. Al momento non viene esclusa alcuna pista: tra le ipotesi al vaglio ci sono anche possibili collegamenti con reti criminali.
Un'esplosione ha colpito nelle prime ore dell'8 marzo 2026 uno degli ingressi dell'ambasciata statunitense a Oslo. Fortunatamente, l'esplosione ha causato danni lievi. Non è stato registrato alcun morto né ferito.

Nella giornata dell’8 marzo, i media norvegesi hanno riferito che erano in corso indagini sull’esplosione, mentre le autorità norvegesi non escludevano l’ipotesi di terrorismo.
Il procuratore di polizia Christian Hatlo ha dichiarato in una conferenza stampa che sono stati arrestati tre fratelli, cittadini norvegesi di origine irachena, a Oslo. Secondo quanto riportato, avrebbero circa vent’anni.
La polizia sta indagando sul movente.
Parallelamente, l’indagine ha l’obiettivo di accertare in modo preciso quali ruoli abbiano avuto i fratelli.
La polizia non scarta l’ipotesi di legami con "reti criminali".
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’origine e le caratteristiche dell’ordigno per trovare indizi utili all’indagine. Secondo quanto riportato dai media norvegesi, la polizia ha dichiarato di ritenere che la bomba esplosa davanti all'ambasciata fosse artigianale.
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