14 Mar, 2026 - 17:00

Biennale aperta o no agli artisti russi? Travaglio prende le parti di Buttafuoco (contro Giuli)

Biennale aperta o no agli artisti russi? Travaglio prende le parti di Buttafuoco (contro Giuli)

Il presidente della Biennale (di destra) li vuole. Il ministro della Cultura (di destra) no. Buttafuoco contro Giuli: la Biennale d'arte di Venezia che inizierà il prossimo maggio diventa un campo di battaglia a proposito degli artisti russi.

Sta di fatto che Marco Travaglio, oggi, ha preso le parti di Pietrangelo Buttafuoco: il governo, nella persona del ministro Alessandro Giuli, per il direttore, non deve mettere becco nelle cose di un'istituzione culturale indipendente. E gli artisti di tutto il mondo hanno diritto sempre e comunque ad esibirsi, al di là del governo che regge le sorti dei loro Paesi.

Scontro alla Biennale per gli artisti russi: Travaglio sta con Buttafuoco e contro Giuli

Ma cosa ha scritto nello specifico il direttore del Fatto Quotidiano sulla contesa che sta tenendo banco da giorni tra Buttafuoco e Giuli a proposito della presenza degli artisti russi alla Biennale di Venezia?

virgolette
Tra i governi cretini d'Europa, qual è il più cretino? La risposta giunge da Giuli, ministro della Cultura. Che scomunica il presidente della Biennale di Venezia, Buttafuoco, intellettuale di destra nominato dal governo, perché l'ha riaperta agli artisti di tutti i Paesi, a prescindere dai governi, in quanto deve restare uno spazio di tregua tra le nazioni e accogliere anche quelle in conflitto...

Travaglio ha sottolineato, però, che questo concetto "vale per Usa e Israele e fin qui tutto ok. E vale per la Russia, e qui infuria la canea":

virgolette
Mentre l'India riacquista l'energia da Mosca, Trump autorizza gli alleati a farlo e tanti ne approfittano (beati loro), noi siamo ancora mummificati alla comica russofobia di quattro anni fa, quando la Bicocca sospese il corso di Nori su Dostoevskij, il Festival Fotografia di Reggio cacciò un fotografo russo (che tornò a Mosca, manifestò contro la guerra e fu arrestato dalla polizia di Putin), la Scala bandì Gergiev, l'Ue mise in fuga soprani, pianisti, ballerini, scienziati, atleti olimpici e paralimpici...

Giuli il traditore

Per Travaglio, in questo genere di scelte, in Italia si utilizzano sempre due pesi per due misure: degli atleti e degli sportivi Usa e israeliani si sottolinea sempre l'indipendenza rispetto al proprio governo (ma forse perché sono tutelati dal sistema democratico dei loro Paesi?) mentre nel caso della Russia e delle altre autocrazie si sottolinea sempre l'inevitabile legame che hanno con chi li governa (forse perché le dittature si servono di loro per fini propagandistici?).  

E allora il direttore del Fatto ha dato a Giuli del traditore:

virgolette
Anziché fare il sovranista e mandare a farsi fottere i 22 governi Ue che minacciano di tagliare i fondi alla Biennale e Zelensky che ci dà ordini come fossimo una colonia ucraina, dichiara guerra a Buttafuoco perché va contro l'opinione del governo e isola la Biennale dal mondo libero....

Roba da non credere per Travaglio:

virgolette
E un bello 'sticazzi non ce lo vogliamo aggiungere? Dove sta scritto che il governo comanda sugli enti culturali? 
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