14 Mar, 2026 - 19:02

Referendum, guerra e governo: in piazza a Roma il triplice No della sinistra radicale con Meloni e Nordio che vanno a fuoco

Referendum, guerra e governo: in piazza a Roma il triplice No della sinistra radicale con Meloni e Nordio che vanno a fuoco

Oggi, a Roma, si è tenuto un corteo organizzato dalla sinistra radicale e dai sindacati di base con Potere al Popolo e Usb protagonisti, contro la guerra, il referendum sulla giustizia e il governo Meloni.

Non uno, quindi, ma ben tre No in una volta sola.

Fatto sta che, durante la manifestazione, i partecipanti hanno bruciato cartelloni con le immagini di Giorgia Meloni e del ministro Nordio. Proprio come succede nelle piazze islamiste del Medio Oriente, laddove sono soliti bruciate le bandiere degli Usa e di Israele.

Ma tant'è: l'evento ha visto migliaia di persone sfilare nonostante a un certo punto si sia messo anche a piovere. 

Gli slogan del resto sono stati sempre gli stessi: contro il governo, la Nato e le politiche estere.

Cosa è successo al corteo di Roma per il No al referendum

Il corteo è partito intorno alle 15:15 da piazza della Repubblica con direzione piazza San Giovanni.

Ha percorso via Cavour, piazza dell'Esquilino e via Merulana, con circa 7-8mila partecipanti secondo le prime stime ufficiali, ma 20mila per gli organizzatori.

A piazza dell'Esquilino, i manifestanti hanno dato fuoco a due cartelloni: uno mostrava Meloni con Nordio al guinzaglio e museruola, con la scritta "No al vostro referendum"; l'altro raffigurava Meloni con Netanyahu, accusato di "genocidio" con il numero dei civili uccisi.

Inoltre, sono stati vandalizzate le sagome di Meloni, Salvini e Piantedosi con della vernice ed è stato bruciato un manifesto con la bandiera Usa e di Trump.

Gli slogan della manifestazione

La manifestazione, promossa dal Comitato No Sociale, ha unito collettivi studenteschi (Osa, Cambiare Rotta), attivisti pro-Palestina (Global Movement to Gaza), movimenti per la casa, centri sociali, no Tav e Usb.

Le bandiere che hanno sventolato di più sono state quelle della Palestina, dell'Iran, del Venezuela, di Cuba e della Russia di Putin.

Gli slogan più gettonati, invece, sono stati questi:

virgolette
No alla guerra sociale. Fuori l'Italia dalla Nato. Giù le mani dall'Iran

Inoltre, non si sono contate le critiche (per usare un eufemismo) a Trump, Netanyahu e al "governo liberticida" italiano.

Proprio a tal proposito, i manifestanti hanno legato all'evento anche il tema del referendum sulla giustizia: lo vedono come un rischio per l'indipendenza della magistratura e la compromissione di ulteriori spazi di democrazia.

Le reazioni politiche al corteo

Davanti alle immagini di Meloni e Nordio bruciate, l'Anm, il sindacato dei magistrati, ha invitato a "abbassare i toni". Ma questa sua presa di posizione non è stata giudicata positivamente fino in fondo da tutti i promotori della riforma della Giustizia.

Il deputato di Forza Italia Enrico Costa, ad esempio, l'ha messa così:

virgolette
L'Anm oggi esprime solidarietà a Meloni e Nordio, e ribadisce l'invito ad abbassare i toni. Ma si tratta di una solidarietà pelosa visto che proprio ieri il Presidente del suo Comitato diceva che la riforma mette in pericolo la vita dei cittadini. Hanno dipinto questa riforma come un'attentato alla democrazia, come la riforma per i delinquenti, ora non cadano dal pero se qualcuno brucia le foto in piazza di premier e ministro della Giustizia

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