È un’intervista choc quella rilasciata a Repubblica da Fiona Hill, ex consigliera per Europa e Russia alla Casa Bianca durante il primo mandato di Donald Trump.
Già direttrice per l’Europa e la Russia nel Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, l’accademica avverte che il mondo sta camminando “come sonnambuli verso la Terza Guerra Mondiale” e sottolinea come un conflitto globale abbia già assunto contorni concreti, con la crisi iraniana a fungere da possibile detonatore.
L’analisi di Hill dà voce a quello che rappresenta uno dei maggiori timori delle cancellerie mondiali: l’allargamento del conflitto oltre la regione del Golfo Persico, con il coinvolgimento diretto di Europa e NATO.
Ecco cosa ha dichiarato l’analista e accademica americana nell’intervista al quotidiano italiano.
L’ex consigliera di Trump, oggi tra le voci più influenti tra gli analisti americani, descrive la situazione internazionale come quella di “sonnambuli” che si avviano verso la Terza Guerra Mondiale, o comunque verso un conflitto già di portata globale.
Secondo Hill, gli Stati Uniti starebbero “trascinando l’Europa” nel caos iraniano, mentre Trump sfrutterebbe la crisi per fini di politica interna, senza una strategia chiara che vada oltre la dimostrazione di forza.
Si legge nell'intervista, in cui avverte l'Europa e il mondo: l'offensiva contro l'Iran è una "guerra di scelta", simile all'Iraq, con il pericolo di caos e di una “macelleria brutale” nel caso in cui lo Stretto di Hormuz resti bloccato.
Fiona Hill: “La Casa Bianca vuole trascinare gli europei in una guerra mondiale” https://t.co/snSno3QN38
— Repubblica (@repubblica) March 14, 2026
Di fronte al rischio di un’escalation globale, secondo Hill l’Europa deve decidere quale posizione assumere e stabilire se “partecipare oppure no” al conflitto.
L’analista propone di invocare l’articolo 4 della NATO per avviare consultazioni urgenti, chiarire gli obiettivi degli Stati Uniti e consentire ai Paesi europei di prendere una decisione autonoma.
suggerisce l'analista.
L'articolo 4 Trattato Atlantico prevede consultazioni tra i membri dell'Alleanza quando uno di essi percepisce una minaccia alla propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza.
Qualsiasi paese membro può invocarlo formalmente, portando la questione al Consiglio Nord Atlantico per discussioni urgenti. Non implica un intervento militare automatico, ma serve a coordinare risposte politiche, diplomatiche o di deterrenza prima che una crisi degeneri.
A differenza dell'articolo 5, che considera un attacco armato a un membro come attacco a tutti (obbligando assistenza, eventualmente con la forza), l'articolo 4 è uno strumento preventivo e non vincolante in termini di azioni armate.
Secondo Hill la guerra in Iran non può essere isolatamente, ma va inserita nel contesto di tensioni che comprendono l'Ucraina e il Medio Oriente, con un focus particolare sulla questione energetica. La chiusura dello Stretto di Hormuz, infatti, e l'aumento dei prezzi del petrolio sta già avendo ripercussioni sulla guerra tra Russia e Ucraina.
Anche l’Italia, secondo l’analista, rientra nello scacchiere delle potenze potenzialmente esposte ai rischi della crisi. In particolare, Roma dovrebbe preoccuparsi dell’approccio mercantilistico e personalistico dell’amministrazione Trump nei confronti degli alleati.
Secondo Hill, Trump vedrebbe l’Italia come un alleato da trattare in modo utilitaristico, da acquisire per interessi privati piuttosto che nazionali.
Ha concluso Hill.
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