15 Mar, 2026 - 18:00

Referendum sulla Giustizia, l'incredibile resa di Carlo Calenda a una settimana dal voto

Referendum sulla Giustizia, l'incredibile resa di Carlo Calenda a una settimana dal voto

A una settimana dal voto, tutto ci si aspetterebbe da un leader di un partito che si è schierato per il Sì al referendum sulla Giustizia, tranne una resa.

È ciò che, invece, viene in mente leggendo l'ultimo post di Carlo Calenda: non è di incitamento per far andare a votare le persone e portare in porto la separazione delle carriere e il sorteggio anti-casta al Csm, ma una sconfortata constatazione:

virgolette
L'Italia è un Paese conservatore e irriformabile

Ora: se è davvero così, lo si saprà solo nel pomeriggio di lunedì 23 marzo.

Ma intanto, quando la battaglia infuria, quando i due fronti sono punto a punto, perché dare l'impressione di gettare la spugna?

Calenda e il post sul referendum sulla Giustizia che sembra una resa

Sarà la stanchezza della campagna referendaria, ma è curioso notare come prima Marco Travaglio per il fronte del No e poi Carlo Calenda per quello del Sì abbiano dato l'impressione di gettare la spugna. Evidentemente, in questi ultimi, decisivi giorni è difficile mantenere la calma e il sangue freddo.

Sia come sia. Ma Carlo Calenda, nell'ultima domenica di campagna referendaria, l'ha messa così sui suoi canali social:

virgolette
Ho l’impressione che l’Italia sia fondamentalmente per il #No. Ma non solo su questo referendum. Siamo per il No al cambiamento in qualsiasi settore. Da questo punto di vista siamo il Paese più conservatore d’Europa...

Ma era questo il momento per arrischiarsi in queste analisi sociologiche? Queste parole non rischiano di scoraggiare o passare come un rompete le righe per il fronte del Sì, quello che anche Azione (almeno sulla carta) sostiene?

Ma tant'è: l'ex ministro ha continuato così:

virgolette
Troviamo sempre una ragione per non cambiare: la giustizia, la scuola, il regionalismo o per non fare investimenti infrastrutturali ed energetici. Questo conservatorismo è trasversale alla destra e alla sinistra che sono normalmente immobili in attesa che l’altra parte faccia “l’errore” di proporre qualcosa...

Un'analisi condivisibile. Ma è stato giusto renderla pubblica da parte di un leader politico che si batte per il Sì a sette giorni dal referendum? 

La conclusione del post, in ogni caso, è stata questa:

virgolette
Da questo stallo dobbiamo uscire se vogliamo sopravvivere e diventare qualcosa di più di una meta turistica...

Beh, che almeno qualcuno rifletta: è ancora in tempo.

L'ipotesi di una trovata della comunicazione di Calenda

Magari, il post di oggi di Calenda è solo il frutto di una trovata della sua comunicazione. Far passare come una battaglia persa quella di modernizzare il Paese votando Sì alla riforma della Giustizia pungolando l'orgoglio degli indecisi. Oppure metterli spalle al muro: volete davvero vivere in un Paese conservatore e irriformabile, dove le caste continuano a spadroneggiare?

Beh: se sortirà gli effetti sperati, lo si scoprirà solo tra una settimana. 

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...