Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha inviato una nota agli Uffici scolastici regionali per garantire la par condicio negli incontri che si tengono nelle scuole sul referendum sulla riforma della Giustizia in programma domenica e lunedì prossimi.
I fronti del Sì e del No devono essere entrambi rappresentati allo stesso modo.
Questa iniziativa, allora, mira a promuovere un dibattito equilibrato e formativo, evitando una propaganda unilaterale in quest'ultima settimana di campagna referendaria.
L'intervento del ministro ha rappresentato una risposta ai casi recenti, come quello denunciato dagli studenti a Napoli, dove è mancato il contraddittorio.
Valditara ha motivato la raccomandazione richiamando la legge sull'educazione civica del 2019 che sottolinea l'importanza di formare cittadini attivi attraverso il pluralismo e il pensiero critico.
La nota invita le scuole a organizzare iniziative che assicurino "il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione", favorendo un confronto oggettivo tra posizioni diverse per una conoscenza approfondita dei temi referendari.
Gli Uffici scolastici regionali devono vigilare sulle segnalazioni di violazioni. C'è il rischio di sanzioni disciplinari per i dirigenti che consentano eventi sbilanciati, come avvenuto in un istituto di Latina con l'intervento di Luigi De Magistris per il No senza alcuna controparte.
Questa imposizione deriva da precedenti polemiche, come un progetto per il Sì nelle scuole superiori e dibattiti che vedono in campo una sola posizione. L'obiettivo è prevenire una sorta di indottrinamento e garantire, pur nell'autonomia scolastica di ogni istituto, il rispetto della par condicio.
Valditara, a tal proposito, ha dichiarato:
Il referendum, sostenuto dalla maggioranza e dal governo di centrodestra ma anche da parte della sinistra, mira a separare le carriere dei giudici e dei Pubblici ministeri e a limitare l'immunità di cui di fatto beneficiano i magistrati che sbagliano.
Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra sono schierati per il No; Azione per il Sì; Italia Viva lascia sostanzialmente libertà di voto.
Le polemiche, ultimamente, infuriano in particolare per una frase spesa da Giusi Bartolozzi, la capo gabinetto di Nordio, che ha definito la magistratura "un plotone di esecuzione".
Si è trattato di un'uscita infelice che la stessa Meloni ha condannato.
Sull'altro fronte, i magistrati Nino Di Matteo e Nicola Gratteri hanno accusato il Sì di favorire gli indagati e, in generale, le persone poco raccomandabili, il che ha scatenato le ire del centrodestra e non solo.
Valditara, infine, è stato criticato dagli studenti e dal Pd per la sua iniziativa di imporre la par condicio nelle scuole: il ministro è stato accusato di voler limitare il libero dibattito scolastico.
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