16 Mar, 2026 - 14:55

Sabina Badami scomparsa da Torino nel 1986: gli ultimi movimenti tra lavoro, telefonate e un possibile avvistamento

Sabina Badami scomparsa da Torino nel 1986: gli ultimi movimenti tra lavoro, telefonate e un possibile avvistamento

Sono passati quasi quarant’anni dalla scomparsa di Sabina Badami, la giovane di 27 anni di cui si sono perse le tracce a Torino il 10 settembre 1986, in circostanze mai chiarite.

Una vicenda complessa e segnata da elementi contraddittori, testimonianze difficili da verificare e piste investigative che nel tempo non hanno portato a una soluzione definitiva.

Il caso continua ancora oggi a essere ricordato come uno dei misteri irrisolti della cronaca torinese.

L’ultimo giorno tra lavoro e programmi per il futuro

La mattina del 10 settembre Sabina si era recata regolarmente al lavoro presso l’ufficio postale di corso Tazzoli.

Una collega che l’aveva accompagnata in auto ha riferito di averla poi riaccompagnata a casa nel primo pomeriggio.

Nel corso della giornata la giovane aveva rifiutato alcuni inviti dei colleghi, spiegando di voler andare a dormire presto: la mattina seguente avrebbe dovuto partire per Falconara Marittima, nelle Marche, per assistere al giuramento militare del nipote.

L’ultimo contatto certo risale a una telefonata fatta alla sorella intorno alle 22 dello stesso giorno. Dopo quella conversazione, di lei non si è più saputo nulla.

Il possibile avvistamento e le testimonianze contrastanti

Nei giorni successivi alla scomparsa, la pubblicazione della notizia su un quotidiano locale portò alla luce una segnalazione ritenuta significativa.

Un uomo raccontò ai Carabinieri di aver dato un passaggio, la mattina dell’11 settembre, a una ragazza molto simile a Sabina lungo la strada tra Collegno e Torino.

Secondo il testimone, la giovane appariva confusa, malvestita e in evidente stato di shock.

Anni dopo, nel 1998, durante un approfondimento televisivo, emerse un ulteriore elemento: Sabina avrebbe chiesto un passaggio a un collega già nel primo pomeriggio del 10 settembre, facendosi lasciare in via Ivrea, una zona distante dalla sua abitazione di via Montenero.

Proprio in quell’area si trovava una casa-albergo per dipendenti delle Poste, circostanza che ha alimentato ulteriori interrogativi sui suoi spostamenti nelle ore precedenti alla scomparsa.

Un caso rimasto senza risposte

Nel corso degli anni sono state prese in considerazione diverse ipotesi, comprese possibili connessioni con ambienti criminali legati a una rapina avvenuta nel 1984 nello stesso stabile in cui lavorava la giovane.

Tuttavia nessuna pista ha mai trovato conferme decisive. A distanza di quasi quattro decenni, il destino di Sabina Badami resta avvolto nel mistero, mentre familiari e investigatori continuano a interrogarsi su cosa possa essere accaduto dopo quell’ultima telefonata.

Il caso rimane uno dei tanti enigmi irrisolti della cronaca italiana, segnato dal tempo e dall’assenza di verità definitive.

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