16 Mar, 2026 - 16:08

Referendum sulla Giustizia, la sparata di Rocco Casalino: "Si deve votare contro La Russa o Tajani Presidenti della Repubblica"

Referendum sulla Giustizia, la sparata di Rocco Casalino: "Si deve votare contro La Russa o Tajani Presidenti della Repubblica"

Se non ci fosse Rocco Casalino, bisognerebbe inventarlo. Negli ultimi giorni di campagna referendaria, era scontato che iniziasse la gara a chi la spara più grossa sul prossimo referendum sulla Giustizia. Ma lui rischia di aver bruciato già tutti con il suo editoriale di giornata su La Sintesi:

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Al prossimo referendum, di fatto, si vota per Tajani o La Russa come prossimo presidente della Repubblica
E insomma: l'uomo che sussurrava a Giuseppe Conte quand'era presidente del Consiglio è quello che ci vede più lontano di tutti...

Casalino sul referendum: "Si vota per La Russa o Tajani al Quirinale"

Meno male che il quesito che troveranno gli italiani sulla scheda elettorale domenica e lunedì prossimi è bello chiaro:
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Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”
Insomma: il referendum serve a sapere se uno è d'accordo o meno a separare le carriere dei magistrati rendendo il giudice parte terza e indipendente di un processo e se uno è d'accordo o meno a introdurre il sorteggio per individuare i prossimi membri del Cms.
 
Ma Rocco Casalino, evidentemente, non se la beve. Lui vede più lontano di tutti. E oggi, con un suo editoriale, fa un doppio salto mortale.
 
L'ex portavoce di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, infatti, non solo sostiene che il referendum non chiami in causa gli italiani per cercare di migliorare il nostro sistema della giustizia, ma che in pratica sia un lasciapassare per far vincere le prossime elezioni politiche (in programma solo tra un anno e mezzo) al centrodestra. E, a quel punto, far decidere a lui chi, tra Ignazio La Russa e Antonio Tajani, debba essere il successore di Mattarella al Quirinale.
 
E già: perché ciò che non sfugge alla vista acutissima dell'ex Grande Fratello, è che nel corso della prossima legislatura si voterà anche il nuovo Presidente della Repubblica. Stiamo parlando del 2029.

Casalino, ritorno al futuro

E comunque: quello di oggi, sembra un Casalino formato Marty Mcfly, il protagonista di "Ritorno al futuro" che piombava nel passato sapendo già cosa sarebbe accaduto negli anni. 
 
E quindi: mettetevi seduti, allacciate le cinture di sicurezza. E volate con Casalino così:
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Al prossimo referendum, di fatto, si vota per Tajani o La Russa come prossimo Presidente della Repubblica. Questo referendum non riguarda davvero la separazione delle carriere (...) Se dovesse vincere il sì, il risultato sarebbe chiaro: una legittimazione politica enorme per il governo e per la maggioranza guidata da Giorgia Meloni. Un rafforzamento che inciderebbe direttamente sulle prossime elezioni politiche e sulla successiva elezione del Presidente della Repubblica...

E, a proposito della prossima corsa al Colle, Casalino ha già i suoi candidati:

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Le quotazioni dei bookmaker inglesi sul prossimo Capo di Stato, se dovesse vincere il Sì, schizzerebbero immediatamente a favore di Tajani o La Russa. È un fatto politicamente lapalissiano: aumenterebbe in modo significativo la probabilità che, dopo Sergio Mattarella, il Quirinale finisca nell’orbita del centrodestra. Nomi come Antonio Tajani o Ignazio La Russa smetterebbero di sembrare ipotesi remote

E allora: cosa raccomanda Casalino-Marty McFly?

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Vale la pena fermarsi e renderci conto del reale pericolo che corre il nostro Paese. Abbiamo visto le uscite pubbliche estremamente imbarazzanti di Tajani dopo l’attacco degli Stati Uniti all’Iran, che hanno messo in luce i limiti del suo ruolo di ministro degli Esteri. E che dire dell’attuale presidente del Senato, La Russa, che ha lanciato un appello a Carlo Conti, direttore artistico di Sanremo 2026, affinché riporti il comico Andrea Pucci sul palco dell’Ariston? Immaginiamo per un momento cosa significherebbe trasferire quel tipo di postura istituzionale nel ruolo più alto e delicato della Repubblica...

Il punto, riferisce dal futuro Casalino, "non è demonizzare le persone, ma capire la direzione politica che si imprimerebbe al Paese...". Non dite che non siete stati avvisati. 

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