Non l'ha mai fatto in tutta la sua carriera politica, ma oggi Mario Monti ha rotto una sua vecchia tradizione: quella di non annunciare come voterà.
Al Corriere della Sera, ha dichiarato che si schiererà con il fronte del No alla riforma Nordio in occasione del prossimo referendum sulla Giustizia.
Ma la motivazione che ha addotto è abbastanza particolare: a Federico Fubini, il senatore a vita ha confidato che il suo voto è dettato, più che altro, dalla paura, dal fatto che l'ombra di Trump o Orban possa allungarsi anche in Italia.
L'intervista di Mario Monti al CorSera in cui ha svelato come voterà al prossimo referendum sulla Giustizia inizia con una citazione dello stesso ex premier a tal riguardo: qualche giorno fa ha scritto:
Ora, il senatore a vita riconosce che "negli ultimi giorni, Giorgia Meloni ha dato qualche segno, probabilmente sofferto e perciò da apprezzare, di lieve smarcatura dal presidente americano. Ma nel complesso - è il giudizio dell'ex premier - non sono emersi, nelle sue parole e negli atti del governo, segni di ripensamento e di presa di distanza da un modello di gestione della cosa pubblica, da Trump a Orban, che considera con fastidio lo stato di diritto..."
Morale della favola: Mario Monti vota No al referendum perché teme una torsione autoritaria anche in Italia.
Ma, visto che la riforma, nero su bianco, non prevede alcuna invasione di campo della politica nel mondo della magistratura, con quali parole Mario Monti ha giustificato questa sua paura e il conseguenziale No alla riforma?
Per l'ex super Mario, nefasti:
Quando Fubini ha chiesto a Monti: "Teme che con questa riforma in Italia lo Stato di diritto sarebbe indebolito?", l'ex premier, quindi, ha risposto così:
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